Curare il dolore con il botox. Due molecole ricavate dalla tossina botulinica procurano un sollievo che dura tre settimane

Lo studio

Curare il dolore con il botox. Due molecole ricavate dalla tossina botulinica procurano un sollievo che dura tre settimane

Se dovesse funzionare allo stesso modo sugli esseri umani, la nuova terapia potrebbe candidarsi come un valido sostituto agli oppiacei, dalle potenti proprietà analgesiche, ma dai rischiosi effetti collaterali, tra cui dipendenza e overdose. 

di redazione

Sfruttare le proprietà neurotossiche della tossina botulinica per combattere il dolore cronico. È la proposta di un gruppo di ricercatori dell’ University of Sheffield  lanciata su Science Translational Medicine. 

Non è la prima volta che la tossina, tanto in voga nella medicina estetica come riempitivo delle rughe, venga suggerita per altri usi. Si conoscono i suoi benefici per il trattamento degli spasmi muscolari e per l’emicrania cronica. 

Ora, i ricercatori inglesi l’hanno usata per sviluppare due molecole analgesiche, Sp-Bot e Derm-Bot, che hanno come target le cellule nervose. Gli aspiranti farmaci antidolorifici sono stati sperimentati sui topi: una sola iniezione spinale ha offerto un sollievo dal dolore per circa tre settimane. 

Se dovesse funzionare allo stesso modo sugli esseri umani, la nuova terapia potrebbe candidarsi come un valido sostituto agli oppiacei, dalle potenti proprietà analgesiche, ma dai rischiosi effetti collaterali, tra cui dipendenza e overdose. 

Gli scienziati inglesi hanno scoperto che la tossina botulinica prodotta dal batterio Clostridium botulinum, responsabile della grave intossicazione alimentare chiamata botulismo, possiede alcune proprietà interessanti per la medicina. Il botulino può infatti interrompere la comunicazione tra cellule nervose per lunghi periodi, fino anche a cinque mesi per ogni iniezione. 

L’effetto si ottiene iniettando quantità minime, inferiori al milionesimo di grammo, incapaci di sviluppare una risposta immunitaria. 

I nuovi farmaci, Sp-Bot e Derm-Bot, sono stati realizzati con un sistema che ricorda le costruzioni del lego. Il primo mattoncino consiste nella parte della tossina che impedisce alle cellule nervose di inviare messaggi. Questo primo tassello è stato attaccato alle due molecole che hanno come target i neuroni coinvolti nella trasmissione di informazioni sul dolore. I ricercatori hanno rimosso dalla tossina quella parte che si lega alle cellule nervose che controllano i muscoli, eliminandone i pericolosi effetti sul sistema motorio.

Le iniezioni di Sp-Bot nel fluido spinale di topi affetti da dolore cronico a causa di lesioni nervose o di altro tipo hanno procurato un sollievo a partire da tre giorni successivi all’iniezione fino alla fine dell’esperimento. 

L’altra molecola, Derm-Bot, ha ottenuto risultati analoghi, procurando un sollievo dal dolore per oltre tre settimane. 

Il team ha misurato l'efficacia degli antidolorifici colpendo le zampe degli animali con filamenti di plastica di diversi diametri. I topi sofferenti hanno ritirato le loro zampe quando venivano colpiti dai filamenti più sottili, mentre i topi privi di sofferenza mostravano segni di disagio solamente in presenza dei fili più spessi esattamente come accade tra i topi sani. 

Le iniezioni dei due farmaci non hanno provocato effetti collaterali sul movimento dimostrando che la tossina è stata privata delle sue caratteristiche più pericolose. Il grande vantaggio di questa terapia consiste nella possibilità di ricorrervi a intervalli di tempo molto lunghi allontanando così il rischio di assuefazione come accade ad esempio con la morfina. 

Lo studio è stato condotto su animali di sesso maschile. Successive ricerche dovranno testare l’efficacia e la sicurezza delle nuove molecole sui cavie dell’altro sesso prima di poter trasferire la sperimentazione sugli esseri umani.