Depressione e ansia cambiano l'anatomia dl cervello

Lo studio

Depressione e ansia cambiano l'anatomia dl cervello

Qual è l’impatto delle malattie mentali sulla struttura del cervello? Saperlo potrebbe aiutare a individuare trattamenti su misura. Ora per esempio si scopre che chi soffre di depressione e ansia, insieme, mostra un aumento del volume dell’amigdala, l’area coinvolta nelle emozioni

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Immagine: Hellerhoff / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
di redazione

Piccolo, grande, medio. Le dimensioni del cervello variano in base alle condizioni della salute mentale. Chi soffre di depressione e di ansia allo stesso tempo mostra un aumento del volume dell’amigdala, l’area del cervello associata alle emozioni. Il legame tra la struttura del cervello e le malattie mentali è un filone di ricerca molto battuto dai neuroscienziati. Saperne di più potrebbe aiutare a individuare trattamenti più efficaci per condizioni psichiche spesso difficili da risolvere. Quest’ultima scoperta, frutto del lavoro dei ricercatori dell’Australian National University, aggiunge un nuovo tassello alle conoscenze in questo campo. Studi precedenti avevano dimostrato che la depressione è spesso accompagnata da un restringimento dell’ippocampo, la parte del cervello con un ruolo chiave nella memoria e nell’apprendimento. 

Ora la nuova ricerca che ha coinvolto più di 10mila persone dimostra che se alla depressione si aggiunge l’ansia si osserva un aumento delle dimensioni dell’amigdala e un minore restringimento dell’ippocampo. 

«Molti studi che hanno esaminato l'effetto della depressione sul cervello non hanno tenuto conto del fatto che le persone che soffrono di depressione spesso soffrono anche di ansia. Abbiamo scoperto che le persone che soffrono solamente di depressione hanno volumi cerebrali inferiori in molte aree del cervello, e in particolare nell’ippocampo. Il che è rilevante più avanti nella vita perché un ippocampo più piccolo è un fattore di rischio per la malattia di Alzheimer e può accelerare lo sviluppo della demenza», ha affermato Daniela Espinoza Oyarce, a capo dello studio. 

Le persone con doppia diagnosi, depressione e ansia, non mostrano alcun segno di ridimensionamento del cervello. Anzi, al contrario, si nota un aumento dell’amigdala.«Ciò dimostra che a causa dell'ansia, questa parte del cervello è costantemente in funzione e crea sempre più connessioni. Questo è il motivo per cui finisce per essere più grande», spiega Oyarce. 

Secondo gli scienziati, l’ansia interviene interrompendo il processo che conduce a una riduzione del volume dell’ippocampo. 

Come tutto ciò possa tradursi in vantaggi terapeutici per i pazienti ancora non è chiaro. 

Ma il team di ricercatori guidato da Oyarce è convinto che conoscere la reazione del cervello alle malattie mentali possa contribuire a individuare trattamenti più efficaci. Per avere terapie adatte ai singoli pazienti e ai differenti sintomi è necessario capire cosa accade a livello cerebrale, sottolineano gli scienziati. 

Finora la maggior parte degli studi aveva preso in considerazione l’ansia e la depressione separatamente, senza tenere conto del fatto che circa il 50 per cento delle persone che soffrono di depressione soffrono anche di ansia. 

«Sono necessarie ulteriori ricerche su come l'ansia riduca gli effetti della depressione, ma probabilmente l’aumento del volume dell’amigdala è dovuto al fatto che l’ansia genera un’iperattività», dice in conclusione Oyarce.