Diabete: addio aghi, in futuro l’insulina sarà in pillole

La promessa

Diabete: addio aghi, in futuro l’insulina sarà in pillole

La pasticca che cambierà la vita dei pazienti è stata messa a punto all’Università di Harvard
redazione

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Ricercatori americani hanno scoperto il modo di somministrare l’ormone per via orale. Uno speciale rivestimento consente alla pasticca riesce a evitare l’aggressione dei succhi gastrici. Tra qualche anno i test sull’uomo

L’insulina in pillola potrebbe mandare in pensione le tradizionali punture. È la notizia che le persone con diabete di tipo 1 aspettavano da tempo. Ad annunciarla sono i ricercatori dell’Università di Harvard che hanno messo a punto la pasticca che promette di cambiare la vita di 40 milioni di persone nel mondo. I vantaggi del nuovo sistema di somministrazione dell’insulina sono facilmente intuibili: rinunciare agli aghi significa non solo migliorare la qualità dei vita dei pazienti ma anche garantire una maggiore aderenza alla terapia. 

Il nuovo farmaco è stato descritto sulle pagine dei Proceedings of the National Academy of Sciences.

«Molte persone rischiano di non seguire la terapia - hanno dichiarato Samir Mitragotri e  Hansjorg Wyss, principali autori dello studio - perché soffrono per le punture, perché hanno paura degli aghi o perché le punture interferiscono con la normale attività quotidiana. Una cattiva gestione della  glicemia può condurre a gravi complicanze». 

Confezionare l’insulina in una pillola però non è un’impresa facile. L’ormone infatti non passa indenne l’apparato digestivo dove viene aggredito dai succhi gastrici e viene malamente assorbito dall’intestino. 

I ricercatori hanno aggirato questi ostacoli inserendo l’insulina in un liquido ionico composto da colina e acido geranico e successivamente in una capsula avvolta da materiale resistente agli acidi. 

Il risultato è una pasticca biocompatibile, semplice da realizzare, che può essere conservata fino a  due mesi a temperatura ambiente, un periodo più lungo di alcuni tipi di insulina attualmente in commercio. 

«Una volta ingerita, l’insulina deve intraprendere un percorso a ostacoli prima di essere effettivamente assorbita nel circolo sanguigno - ha dichiarato Mitragotri - Il nostro approccio è come un coltello svizzero: la pillola ha tutti gli strumenti per affrontare ciascuno degli ostacoli che incontra». 

Il primo ostacolo, rappresentato dai succhi gastrici dello stomaco, viene superato grazie all’involucro polimerico resistente agli acidi che provvidenzialmente si dissolve una volta raggiunto un ambiente maggiormente alcalino come quello dell’intestino tenue. È qui che viene poi rilasciato il liquido ionico contenente insulina. 

«Realizzare un sistema per somministrare per bocca farmaci come l’insulina- ha dichiarato Mark Prausnitz, ingegnere biomolecolare del Georgia Institute of Technology, non coinvolto nella ricerca - ha rappresentato il sacro Graal della ricerca. Questo studio mostra notevoli risultati e l’insulina somministrata per via orale in combinazione con un liquido ionico  funziona altrettanto bene di una iniezione. Le implicazioni di questo lavoro per la medicina sono enormi». 

I ricercatori confidano di poter commercializzare il nuovo farmaco in tempi brevi. I due composti del liquido ionico, la colina e l’acido geranico, sono infatti già considerati sicuri e approvati dall’Fda. Se tutto procede secondo i piani, i primi test sull’essere umano dovrebbero partire tra 3-5 anni.