La dieta funzionerà? Chiedilo al microbioma

Lo studio

La dieta funzionerà? Chiedilo al microbioma

Ci sono quelli "buoni" e quelli "cattivi". E poi ci sono quelli davvero un po' "bastardi". Come i batteri che mandano in fumo gli sforzi titanici per perdere peso. È il microbioma infatti a decidere se la dieta avrà successo oppure no. Buono a sapersi prima di intraprendere il sacrificio

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Immagine: Alan Cleaver, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Enormi sacrifici, mai uno sgarro, una fame da lupi tenuta faticosamente a bada da una forza di volontà encomiabile. Massimo rigore su tutti i fronti: i pasti agli orari giusti, le quantità precise al milligrammo, gli abbinamenti solo ed esclusivamente quelli leciti. Eppure la dieta non funziona come dovrebbe, l’ago della bilancia non scende al ritmo previsto. A volte resta proprio bloccato al punto di partenza.  Tiroide, ormoni, metabolismo lento, tutto questo incide senza dubbio, ma la responsabilità maggiore sembra sia del microbioma. Almeno così la pensano i ricercatori dell’Institute for Systems Biology (Usa) secondo i quali i geni dei microbi ospitati nel nostro intestino decidono chi ha possibilità di dimagrirsi e chi no. Tanto che in futuro si potrebbe ricorrere a test specifici per scoprire in anticipo se la dieta avrà successo o no e agli sfortunati che hanno i microbi contro proporre interventi più drastici. I ricercatori hanno raccolto i dati di 105 persone che hanno partecipato allo stesso programma dietetico. La metà del campione aveva ottenuto una considerevole perdita di peso e un miglioramento dei parametri della salute metabolica, perdendo più dell’1 per cento del peso al mese per un periodo da 6 a 12 mesi. 

 L’altra metà era rimasta molto lontana dagli obiettivi prefissati: tanta fatica per nulla, l’indice di massa corporea era rimasto grosso modo stabile.

Gli scienziati hanno passato in rassegna tutti i fattori che avrebbero potuto spiegare le due reazioni differenti, hanno analizzato il materiale genetico recuperato da campioni di sangue e feci e i metaboliti e le proteine ​​del sangue, scoprendo alla fine che le responsabilità maggiori le aveva il microbioma intestinale. 

I fortunati che erano riusciti a dimagrire avevano tassi di crescita batterica più elevati ed erano ricchi di geni capaci di deviare i nutrienti della dieta verso la crescita delle cellule dei batteri riducendo così l’accumulo di calorie. Al contrario, il microbioma delle persone che non avevano avuto alcun beneficio dalla dieta avevano tassi di crescita dei batteri inferiori e una maggiore capacità di scomporre le fibre e gli amidi non assorbibili in zuccheri assorbibili che entrano nel flusso sanguigno e si trasformano in chili in più sulla bilancia. 

«I nostri risultati sottolineano il fatto che il microbioma intestinale è un importante filtro tra il cibo che consumiamo e il nostro flusso sanguigno. La perdita di peso può essere particolarmente difficile quando i nostri batteri intestinali rallentano la loro crescita, scomponendo anche le fibre alimentari in zuccheri ricchi di energia che si fanno strada nel flusso sanguigno prima che possano essere fermentati in acidi organici dal microbiota», ha spiegato Christian Diener, l'autore principale dello studio.

Nello studio, pubblicato sulla rivista dell'American Society for Microbiology mSystems, vengono indicati alcuni batteri specifici che favoriscono la perdita di peso. Tra i batteri più “collaborativi” ci sono quelli del genere dei Bacteroidetes, tra cui soprattutto Prevotella. I batteri di questo tipo hanno un sistema particolarmente efficace di degradazione dei composti complessi come amidi e fibre che serve per alimentare la crescita di altri batteri riducendo così l’accumulo calorico degli alimenti consumati. In sostanza, questi batteri intercettano le calorie e le dirottano altrove prima che si trasformino in grasso. È l’aiuto che non ti aspetti, quello che ti facilita la vita senza che te ne accorgi.

«Come minimo, questo studio può portare a un nuovo sistema di diagnosi per identificare le persone che risponderanno bene a moderati cambiamenti nello stile di vita sano e coloro che invece potrebbero richiedere misure più drastiche per ottenere la perdita di peso. Inoltre, individuando quali microbi e quali processi metabolici aiutano a promuovere la perdita di peso nel microbioma intestinale, possiamo iniziare a progettare interventi prebiotici e probiotici mirati che potrebbero trasformare un microbioma resistente alla perdita di peso in microbioma che favorisce la perdita di peso», ha concluso  Sean Gibbons, autore corrispondente dello studio.