Un dispositivo elettronico bioriassorbibile per curare le lesioni nervose

Innovazione

Un dispositivo elettronico bioriassorbibile per curare le lesioni nervose

L’impianto rilascia scariche elettriche direttamente sui nervi lesionati favorendo la guarigione
redazione

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Immagine: ©Northwestern University

“Medicina elettronica bioriassorbibile”. La definizione l’hanno scelta gli stessi ricercatori della Northwestern University che hanno messo a punto la nuova tecnologia e l’hanno descritta su Nature Medicine. Si tratta di un dispositivo completamente biodegradabile che rilascia impulsi elettrici nel luogo esatto di una lesione nervosa accelerando la rigenerazione dei nervi danneggiati. Ha le dimensioni di una moneta da 10 centesimi di euro e lo spessore di un foglio di carta, viene manovrato da un trasmettitore esterno in modalità wireless e viene assorbito dall’organismo dopo circa due settimane d’azione. 

Testato sui topi con lesioni al nervo sciatico, l’impianto si è rivelato capace di rilasciare impulsi elettrici regolari sui nervi periferici danneggiati accelerandone la ricrescita e migliorando la forza muscolare degli arti inferiori. La sperimentazione è stata condotta su diversi gruppi di animali, alcuni ricevevano una stimolazione elettrica di un’ora al giorno per un giorno, altri per tre giorni, altri per sei giorni consecutivi e altri animali non venivano sottoposti ad alcun trattamento. Le condizioni fisiche dei topi sono state monitorate per 10 giorni. 

I risultati hanno dimostrato che qualunque tipo di stimolazione elettrica fosse meglio di nessun intervento e che un’azione più prolungata procurava benefici maggiori. Non sono invece stati osservati effetti avversi dovuti all’assorbimento del dispositivo. 

La nuova medicina elettronica bioriassorbibile non è ancora stata sperimentata sugli esseri umani, ma i promettenti risultati sugli animali lasciano immaginare una possibile applicazione clinica per il recupero delle funzioni nervose. 

Attualmente i pazienti con danni ai nervi che vengono sottoposti a un intervento chirurgico ricevono stimolazioni elettriche durante l’operazione per accelerare il recupero delle funzioni nervose. Finora però non esisteva la possibilità di proseguire questa stimolazione nel periodo post-operatorio.

«Sappiamo che la stimolazione elettrica durante l’operazione chirurgica aiuta - ha detto Wilson “Zack” Ray della Washington University in St. Louis, coautore dello studio - Ma il tempo dell’intervento è limitato.  Con questo dispositivo abbiamo dimostrato che la stimolazione elettrica fornita secondo uno schema può migliorare ulteriormente il recupero dei nervi». 

Gli scienziati sperano che questa innovativa tecnologia che agisce per un periodo di tempo prolungato direttamente sulla parte lesionata possa sostituire i trattamenti a base di farmaci con i loro potenziali effetti collaterali. 

«Questo sistema ingegnerizzato fornisce una terapia attiva in una dose programmata e poi scompare all’interno dell’organismo - ha dichiarato John A. Rogers, della  McCormick School of Engineering e della Northwestern University Feinberg School of Medicine, autore dello studio - Questo approccio permette di pensare a opzioni terapeutiche che vanno oltre i farmaci e la chimica». 

I ricercatori ora sono impegnati a individuare il tempo d’azione ideale del  dispositivo. Intervenendo sullo spessore e sulla dimensione dell’apparecchio si può variare infatti il numero dei giorni in cui l’apparecchio rimane in funzione prima di essere assorbito.