Un dispositivo elettronico nel cervello per fermare le convulsioni epilettiche

In sperimentazione

Un dispositivo elettronico nel cervello per fermare le convulsioni epilettiche

La nuova tecnologia è stata sperimentata con successo sui topi
redazione

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Un dispositivo impiantato nel cervello rilascia un farmaco alle prime avvisaglie e interrompe in questo modo le convulsioni sul nascere. La nuova tecnologia è stata testata con successo sui topi. In futuro potrebbe sostituire le attuali terapie

Il corpo va fuori controllo in pochi secondi: i muscoli si irrigidiscono, appaiono tremori incontrollabili, la bava esce dalla bocca e si perde conoscenza. Sono le convulsioni epilettiche provocate da scariche anomale dei neuroni che interrompono momentaneamente il corretto funzionamento cerebrale. Le terapie farmacologiche spesso hanno effetti collaterali e non sempre funzionano.

Un dispositivo elettrico impiantato nel cervello potrebbe interrompere il corto circuito proprio nel momento in cui si origina la convulsione. 

È quanto promettono i ricercatori dell’Università di Cambridge e  dell’École Nationale Supérieure des Mines e dell’Iserm in Francia che hanno condotto l’esperimento sui topi. Il dispositivo è un sistema di allarme e di difesa allo stesso tempo: quando avverte le prime anomalie elettriche rilascia una sostanza chimica naturalmente presente nel cervello in grado di impedire alle convulsioni di proseguire. Questa sostanza è un neurotrasmettitore capace di far spegnere i neuroni attivati in modo anomalo che viene riconosciuta come famigliare e catturata dal cervello in pochi minuti. L’innovativa terapia, descritta su Science Advances, potrebbe essere utilizzata anche per altre patologie del sistema nervoso centrale come tumori cerebrali o il Parkinson.  

«In aggiunta alla capacità di controllare esattamente il momento giusto e la quantità di farmaco rilasciata - ha dichiarato Christopher Proctor, tra gli autori dello studio - La specialità del dispositivo consiste nel fatto che il farmaco viene rilasciato senza alcun solvente. In questo modo si previene un danno al tessuto circostante e si permette al farmaco di interagire con le cellule immediatamente fuori dal dispositivo». 

Basta una piccola quantità della sostanza in questione, pari all’1 per cento del totale conservato nel dispositivo, per fermare le convulsioni. Il che permette all’impianto di mantenere la sua efficacia per periodi di tempo lunghi senza bisogno di nuovi rifornimenti. La nuova terapia potrebbe sostituire in futuro gli attuali trattamenti farmacologici che hanno spesso gravi effetti collaterali e che in tre casi su dieci non sono efficaci.

«Questo sottile dispositivo provoca danni minimi la cervello - ha detto George Malliaras, professore di tecnologia presso il dipartimento di ingegneria di Cambridge che ha guidato la ricerca - e le sue proprietà elettriche si adattano bene a questo tipo di applicazione». 

I ricercatori stanno progettando nuovi studi sugli animali per valutare gli effetti a lungo termine dell’impianto.