Distrofia muscolare: l'editing genetico frena la progressione della malattia nei cani

La speranza

Distrofia muscolare: l'editing genetico frena la progressione della malattia nei cani

Nell'esperimento con la tecnica Crispr si è riuscito a ripristinare la produzione di distrofina
redazione

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Grazie al preciso editing genetico, un gruppo di ricercatori americani è riuscito a ripristinare la produzione di distrofina. L’esperimento condotto su quattro cani potrebbe in futuro cambiare lo scenario terapeutico per gli esseri umani

Il cortisone, un paio di farmaci innovativi indicati solo per un piccolo numero di pazienti e una serie di trattamenti per limitare il più possibile gli effetti della malattia, dalla fisioterapia, all’assistenza respiratoria. Questo è al momento quel che offre la medicina ai malati di distrofia muscolare di Duchenne (Dmd). Nessuna cura vera e propria. Ma piano piano lo scenario potrebbe cambiare. 

Lo lasciano sperare i risultati di una sperimentazione condotta su animali appena pubblicata su Science. I ricercatori dell’Università del Texas guidati da Eric N. Olson sono riusciti, ricorrendo alla tecnica di editing genetico Crispr-Cas9, a fermare la progressione della distrofia muscolare. 

La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia genetica rara che colpisce 1 su 5mila maschi ed è provocata dalla mancata produzione della distrofina, proteina cruciale per il corretto funzionamento dei muscoli. La sua assenza innesca un irreversibile processo a catena alla base della degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci che porta inevitabilmente a una morte prematura intorno ai 30 anni. 

Gli scienziati americani sono riusciti a ripristinare la produzione di distrofina in un piccolo numero di cani (quattro per la precisione), ottenendo per la prima volta un significativo miglioramento della fibra muscolare.

Grazie al taglio delle “forbici” genetiche in punti precisi delle mutazioni del Dna all’origine della malattia,  la produzione di distrofina nei muscoli e nel tessuto cardiaco è arrivata a livelli quasi normali (92 per cento). 

«I bambini con distrofia muscolare di Duchenne - ha dichiarato Eric Olson a capo dello studio - spesso muoiono o perché il loro cuore perde la forza di pompare, o perché il loro diaframma diventa troppo debole per respirare.  Speriamo che questo incoraggiante livello di produzione della distrofina possa impedire che ciò accada».

I quattro cani reclutati per l’esperimento condividevano la mutazione più diffusa nei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne. I ricercatori si sono serviti di un virus innocuo adeno-associato (Aav) per rilasciare le lame affilate di Crispr esattamente nella posizione di 51 dei 79 esoni che compongono il gene della distrofina. Il “bisturi genetico” ha fatto bene il suo lavoro: dopo alcune settimane la proteina mancante è stata ripristinata nell’organismo arrivando a livelli del 92 per cento nel cuore e del 58 per cento nel diaframma. 

«La nostra strategia è diversa da altri approcci terapeutici per la Dmd perché agisce sulla mutazione che causa la malattia e ripristina la normale espressione della distrofina riparata -  ha detto Leonela Amoasii, autrice principale dello studio. Ma abbiamo ancora molto da fare prima di poter usare questo strumento clinicamente». 

Per la distrofia muscolare di Duchenne, la forma più grave di distrofia, non esiste alcuna terapia efficace. Gli interventi di una equipe multidisciplinare composta da fisioterapisti, cardiologi, ortopedici permettono di aumentare l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti ma non possono restituirgli la normalità. Le novità contenute nel novo studio accendono delle speranze, anche se la strada per è ancora lunga. Bisognerà prima condurre esperimenti su un numero maggiore di animali, e verificare gli effetti della terapia genica a lungo andare. Si dovrà scoprire se i livelli di distrofina rimarranno stabili nel tempo ed escludere effetti collaterali gravi. 

I ricercatori sperano però di poter iniziare la sperimentazione sugli umani nei prossimi anni.