Ecco come si impara a imparare

Lo studio

Ecco come si impara a imparare

Allenare il cervello a ignorare i segnali di disturbo e a concentrarsi solo su quelli rilevanti. Serve per imparare a imparare. Dopo due ore di questo training i topi capivano meglio e prima quello che dovevano fare. E negli umani, che tipo di training ci vorrebbe? Forse un videogioco ad hoc?

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Immagine: Emmanuel Huybrechts from Laval, Canada, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Ignorare le distrazioni, concentrarsi sulle cose da sapere, riuscire a memorizzare ciò che vale la pena ricordare trascurando il resto. Ai topi sono bastate due ore di uno specifico allenamento per riuscirci, forse a molti adolescenti con difficoltà scolastiche ne servirebbero di più, ma un nuovo studio su Nature lascia intravedere una speranza anche per loro: con il “cognitive control training” si può imparare ad imparare. 

Il metodo testato sugli animali da un gruppo di ricercatori della New York University serve proprio per potenziare la capacità di apprendimento indipendentemente da ciò che si deve apprendere. 

Nessuno “nasce imparato”, ma tutti nascono con la possibilità di imparare. Gli strumenti che servono allo scopo arrivano di default al momento della nascita e sono neuroni, le cellule che trasportano gli impulsi nervosi, pronte a connettersi, disconnettersi, fare e disfare reti, montare e smontare archivi della memoria, tutte funzioni fondamentali per imparare cose nuove. I ricercatori dell’Università di New York si sono chiesti non tanto come funzionasse questo complesso processo di apprendimento ma come fare per renderlo più efficace con interventi di tipo cognitivo-comportamentale. 

E così hanno testato sui topi un tipo di allenamento chiamato “cognitive control training”. Gli animali sono stati inserito all’interno di una piattaforma girevole e sono stati addestrati a evitare la scossa elettrica proveniente da una fonte fissa basandosi solo su alcuni segnali luminosi, ignorando altri elementi di distrazione. Il gruppo di controllo invece ha dovuto imparare a evitare la scossa senza escludere gli elementi di disturbo.. 

Dai risultati è emerso che la metodologia che allena a ignorare le distrazioni per concentrarsi solo su alcuni selezionati segnali si è dimostrata vincente.  

Quando i ricercatori hanno sottoposto i topi che avevano completato il training cognitivo a nuovi test, hanno osservato che questi animali avevano performance significativamente superiori a quelle dei loro simili che non avevano seguito il training. I topi del gruppo sperimentale avevano imparato a imparare, mentre quelli del gruppo di controllo non avevano acquisito questa competenza superiore. 

I ricercatori hanno potuto osservare che il training migliora anche il modo in cui funzionano i circuiti neurali dell'ippocampo per elaborare le informazioni. L'ippocampo è una parte cruciale del cervello per la formazione di ricordi duraturi e per l’orientamento nello spazio e il training ne ha migliorato il funzionamento per mesi. 

«Lo studio mostra che due ore di addestramento al controllo cognitivo fanno sì che i topi imparino ad apprendere e che l'apprendimento ad apprendere è accompagnato da una migliore sintonizzazione di un circuito cerebrale chiave per la memoria.  Di conseguenza, il cervello diventa costantemente più efficace nell’escludere gli input di distrazione e più costantemente efficace nel migliorare gli input che contano», spiega André Fenton, a capo dello studio.

Ora si tratta di trovare un intervento analogo che possa funzionare negli esseri umani, un training che alleni il cervello a ignorare gli elementi di disturbo e a concentrarsi sui segnali importanti. Messa così viene il sospetto che uno strumento del genere esista già e si chiami Playstation. E che forse un videogioco ad hoc potrebbe essere utile per imparare a imparare.