Ecco la proteina che fa perdere la massa muscolare. Inibendola si preserva la forza muscolare da anziani

Lo studio

Ecco la proteina che fa perdere la massa muscolare. Inibendola si preserva la forza muscolare da anziani

Uno studio sui topi apre la strada a possibili trattamenti per la prevenzione della sarcopenia. Inibendo la proteina 15-PGDH si ottiene un aumento del 15-20 per cento della potenza muscolare

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Immagine: Adam Jones Adam63, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Si chiama 15-PGDH. Ai non esperti non dice nulla, ma anche agli scienziati ha riservato delle sorprese. Perché la proteina in questione è inaspettatamente coinvolta nell’invecchiamento dei muscoli. La scoperta è dei ricercatori della Stanford University School of Medicine i quali hanno anche dimostrato che inibendola si riesce a mantenere intatta la forza muscolare nonostante l’avanzare degli anni. 

Gli esperimenti condotti su topi anziani sono estremamente promettenti. Gli animali sottoposti al trattamento che inibisce la proteina dopo un mese mostravano un aumento del 15-20 per cento della potenza muscolare e le fibre dei muscoli apparivano ringiovanite. 

Lo studio pubblicato su Science potrebbe avere importanti ripercussioni sugli esseri umani visto che dopo i 50 anni si perde all’incirca il 10 per cento della forza muscolare ogni decade.

Questo processo è fisiologico ma varia in intensità da persona a persona. Le forme più gravi di perdita della massa muscolare, sarcopenia, possono compromettere l’autonomia delle persone anziane e favorire le fratture ossee. Tutto dipende dall’entità dei due tipi di cambiamenti nella struttura del muscolo: il restringimento delle fibre muscolari e la riduzione del numero dei mitocondri, considerati le centrali elettriche delle cellule.

Gli scienziati hanno scoperto che la proteina 15-PGDH ha un ruolo chiave in questo processo perché regola i livelli di una molecola, chiamata prostaglandina E2, responsabile del mantenimento in salute dei muscoli maturi. 

Servendosi di sofisticate tecniche di spettroscopia di massa, i ricercatori hanno notato elevati livelli di 15-PGDH e bassi livelli di prostaglandina E2 nei topi anziani rispetto ai topi giovani.  E hanno confermato lo stesso risultato nei tessuti muscolari umani: nelle persone tra i 70 e gli 80 anni si hanno livelli di 15-PGDH superiori a quelli riscontrati nei giovani. Agire sulla proteina 15-PGDH sembrava la strada giusta. 

Gli scienziati hanno somministrato a un gruppo di topi ogni giorno per un mese una piccola molecola che blocca l'attività della proteina 15-PGDH valutando l'effetto del trattamento sugli animali anziani e su quelli giovani.

«Abbiamo scoperto che, nei topi anziani, inibendo anche solo parzialmente 15-PGDH vengono ripristinati i livelli fisiologici di prostaglandina E2 osservati nei topi più giovani. Le fibre muscolari in questi topi sono aumentate di dimensione e sono diventate più forti rispetto a prima del trattamento. I mitocondri erano più numerosi e si comportavano come mitocondri dei muscoli giovani», spiegano i ricercatori. Gli animali sottoposti al trattamento erano anche in grado di correre più a lungo su un tapisroulant rispetto agli animali che non avevano ricevuto la terapia. Il che suggerisce che la proteina possa avere un ruolo nel funzionamento non solo dei muscoli ma anche di altri organi come cuore e polmone, dato che la corsa non è solo una questione di potenza muscolare. 

La conferma del ruolo di 15-PGDH è arrivata infine dall’esperimento inverso. Ad un aumento dei livelli della proteina corrispondeva una perdita del tono muscolare e un accorciamento e un indebolimento delle fibre muscolari come accade nell’invecchiamento. 

«È chiaro che questo regolatore, 15-PGDH, ha un profondo effetto sulla funzione muscolare. Siamo fiduciosi che questi risultati possano aprire nuove strade per migliorare la salute umana e avere un impatto sulla qualità di vita di molte persone», concludono i ricercatori.