Un figlio allunga la vita (soprattutto dei papà)

Lo studio

Un figlio allunga la vita (soprattutto dei papà)

Fino a 2 anni di vita in più rispetto a chi è rimasto senza prole
redazione

All’inizio ci sono le notti insonni, poi gli estenuanti impegni delle elementari tra compiti, feste di compleanno, saggi, recite scolastiche, gare sportive. Un massacro che mette a dura prova la resistenza di madri e padri. Con l’adolescenza finisce il tour de force fisico e inizia quello mentale: le preoccupazioni per la scuola, la paura per il motorino, le discussioni su tutto, le incomprensioni. Fare i genitori tutto sembra tranne che una passeggiata di salute. Eppure, giovani madri e padri abbiate fede, l’improba fatica verrà ripagata più avanti negli anni. Come? Con un’aspettativa di vita più elevata rispetto a chi non ha conosciuto croci e delizie dell’essere genitori.

Gli uomini di 60 anni con prole guadagnano due anni in più di vita rispetto ai coetanei senza figli, con i primi che hanno davanti altri 20,2 anni e i secondi 18,4. Per le donne il premio dei tanti sacrifici, se non maggiori sicuramente equiparabili a quelli del partner, è, ironia della sorte, un po’ meno sostanzioso di quello destinato ai padri: le madri, generalmente ottengono 1,5 anni di vita in più rispetto alle donne che non hanno avuto figli. L’ingiustizia verrà però risarcita una ventina di anni più tardi, quando il genere femminile avrà maggiori vantaggi rispetto a quello maschile. A 80 anni infatti le donne con figli hanno un’aspettativa di vita di 9,5 anni in confronto a quelle che non hanno avuto figli che si fermano a 8,9. Mentre a 80 anni la differenza tra padri e uomini senza figli si assottiglia: i primi possono contare ancora su 7,7 anni di vita e i secondi su 7,7. 

Questi calcoli sono stati eseguiti dai ricercatori del Karolinska Institute in Svezia che, dopo aver analizzato i dati anagrafici di 1,5 milioni di svedesi nati tra il 1911 e il 1925, hanno consegnato alle pagine del Journal of Epidemiology and Community Health la buona notizia per tutti i genitori: avere figli allunga la vita. Non è una novità. Studi precedenti avevano già dimostrato che le persone con prole vivono più a lungo di quelle senza. 

Ma ora i ricercatori hanno voluto misurare nel dettaglio i vantaggi sulla longevità dell’essere genitori. E così ad ogni età del campione hanno esaminato il rischio di morire entro l’anno successivo. Scoprendo che i benefici della maternità e paternità diventano più evidenti in tarda età. 

Dallo studio emerge inoltre un dato interessante: avere figli rappresenta un vantaggio maggiore, che si traduce in anni di vita in più, per gli uomini senza moglie rispetto a quelli sposati. Gli scapoli infatti, suggeriscono i ricercatori, ricevono sostegno dai figli, mentre i mariti, anche se hanno figli, vengono accuditi dalle mogli. E infatti nel caso delle donne non si è riscontrato lo stesso fenomeno. 

A differenza di ricerche precedenti, lo studio svedese non ha individuato alcuna relazione tra il sesso dei figli e la longevità dei genitori. Ma, per questo aspetto, l’indagine del Karolinska Institute potrebbe non essere del tutto affidabile: la ricerca infatti ha preso in considerazione solamente famiglie con figli unici. «Forse - avvertono gli autori - il figlio unico sente una maggiore responsabilità nei confronti dei genitori, un fatto che riduce le differenze nell’aiuto fornito dai maschi e dalle femmine». 

Ancora non è del tutto chiaro come mai avere figli allunghi la vita. Gli scienziati avanzano alcune ipotesi. La più plausibile è che i figli si prendono di cura dei genitori quando invecchiano, garantendogli cure migliori e sostegno psicologico. Ma gli anni di vita guadagnati possono dipendere anche da un altro fattore: i bambini costringono gli adulti ad adottare uno stile di vita più sano. 

Ma, avverte Karin Modig, i genitori non si illudano, avere dei figli non basta per allontanare il rischio di morte prematura: «Rispetto a tutti i fattori che potrebbero influire sul rischio di morte nella vecchiaia - dice Modig - avere un figlio non è quella più efficace».