Il filo rosso che lega diabete e malattia psichiatrica

Il legame

Il filo rosso che lega diabete e malattia psichiatrica

Uno studio su Diabetologia dimostra che nelle persone con malattia psichiatrica ci sono molti più casi di diabete 2 che nella popolazione generale. Con differenze a seconda del tipo di disturbo. Potrebbe dipendere dallo stile di vita associato al disturbo mentale oppure da fattori biologici

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Immagine: Nils Werner / Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)
di redazione

Il diabete 2 colpisce nel mondo tra il 6 e il 9 per cento della popolazione generale. Ma tra le persone con disturbi psichicici la percentuale sale notevolmente variando in base al tipo di disturbo. 

Nelle persone affette da disturbi del sonno la malattia metabolica è presente nel 40 per cento dei casi. Tra chi soffre di ansia la prevalenza è del 16 per cento, nel disturbo bipolare del 14 per cento, nelle psicosi dell’11 per cento e nella depressione del 9 per cento. Senza troppe sorprese la percentuale di diabetici tra chi soffre di disturbi dell’alimentazione (bulimia in particolare) è molto alta, pari al 21 per cento. 

Il surplus di casi di diabete nei pazienti psichiatrici viene evidenziato in uno studio pubblicato su Diabetologia, che mette insieme i risultati di 32 review sistematiche condotte su 245 studi. Nell’indagine sono rientrate 11 categorie di disturbi psichici: schizofrenia, disturbo bipolare, depressione, disturbo da uso di sostanze, disturbo d'ansia, disturbo alimentare, disabilità intellettiva, psicosi, disturbo del sonno, demenza e un gruppo “misto” che comprendeva diversi tipi di disturbi.

Il tasso più elevato di diabete 2 è stato registrato nelle persone con disturbo del sonno (40%), segue il disturbo dell’alimentazione (21%), la dipendenza da sostanze (16%), l’ansia (14%), il disturbo bipolare (11%) e la psicosi (11%). 

La prevalenza del diabete di tipo 2 è più bassa tra le persone con disabilità intellettiva con l’8 per cento degli individui affetti dalla malattia. Ma in ogni caso la percentuale di persone con diabete tra chi ha un disturbo psichiatrico è molto più elevata rispetto a quella riscontrata nella popolazione generale.

E questo dato potrebbe in parte spiegare il maggior rischio di morte prematura a cui vanno incontro gli individui con un una malattia mentale. 

È infatti emerso da studi precedenti che le persone con un disturbo psichiatrico, oltre ad avere un maggior rischio di suicidio, hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e respiratorie rispetto alla popolazione generale. E la causa di queste malattie potrebbe essere proprio il diabete 2. 

Il dato sul disturbo del sonno spicca sugli altri. L’associazione tra un sonno disturbato e le alterazioni del metabolismo è nota da tempo, ma una prevalenza del 40 per cento del diabete tra chi soffre di insonnia va oltre qualunque previsione. I ricercatori fanno notare però che la maggior parte degli studi incentrati sul disturbo del sonno è stata condotta su persone che, oltre al disturbo psichiatrico, soffrivano di altre malattie come la malattia renale cronica.

 

«È probabile che questa comorbilità contribuisca alle alte stime di prevalenza del diabete di tipo 2 nelle persone con disturbi del sonno. È probabile che il legame tra diabete di tipo 2 e disturbi del sonno sia bidirezionale con il disturbo del sonno che aumenta il rischio di sviluppare il diabete, mentre il diabete, specialmente in combinazione con uno scarso controllo metabolico, aumenta il rischio di sviluppare problemi del sonno», spiegano i ricercatori.

Le ragioni del legame tra diabete e malattie psichiatriche non sono ancora del tutto chiare. Una delle ipotesi più probabili è che la malattia mentale si accompagni a comportamenti poco salutari che favoriscono la malattia metabolica, come un’alimentazione scorretta, un eccessivo consumo di alcol, sedentarietà ecc…Non è escluso però che possano entrare in gioco anche fattori biologici. 

«L’aumento della prevalenza del diabete di tipo 2 tra gli individui con un disturbo psichiatrico suggerisce che queste condizioni hanno una vulnerabilità condivisa allo sviluppo della malattia rispetto alla popolazione in generale. Ma è necessaria una migliore comprensione delle differenze osservate tra i vari disturbi  e delle ragioni alla base di queste. Informazioni affidabili sulla prevalenza e una migliore comprensione dei fattori biologici e comportamentali che incidono sull'aumento della prevalenza del diabete di tipo 2 nelle persone con un disturbo psichiatrico saranno cruciali per lo sviluppo di strategie mirate per la gestione dei pazienti», concludono i ricercatori.