Genitori, parlate ai neonati. Così svilupperanno migliori capacità linguistiche

Lo studio

Genitori, parlate ai neonati. Così svilupperanno migliori capacità linguistiche

Alcuni ricercatori dell’Università di Stanford hanno osservato delle differenze nel cervello dei neonati coinvolti direttamente in conversazioni con gli adulti. Questi cambiamenti avvengono nelle aree associate al linguaggio e alla comprensione. La futura valutazione a 18 mesi saprà dirci di più

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Immagine: Janko Ferlič thepootphotographer, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Parla con loro, anche se hanno solo pochi mesi di vita e il loro linguaggio  non va oltre il balbettio, il pianto e una serie di vocalizzi dal significato misterioso. Intrattenere conversazioni con i neonati potrebbe sembrare inutile ma non lo è affatto. Perché le frasi rivolte direttamente ai piccoli favoriscono il loro sviluppo cerebrale soprattutto nelle arre associate alla capacità di linguaggio e di comprensione. Almeno così la pensano gli autori di uno studio della Stanford University appena uscito sul Journal of Neuroscience che hanno raccolto dati importanti che servono da base per futuri approfondimenti. 

I ricercatori hanno monitorato le funzioni cerebrali durante il sonno di 99 neonati tra i 5 e i 6 mesi attraverso la risonanza magnetica funzionale. 

Un’operazione non banale dato che i bambini così piccoli non restano fermi nella loro posizione a lungo. 

Tutti i bambini indossavano un dispositivo che registrava per almeno otto ore i suoni provenienti dall’ambiente circostante. 

In questo modo gli scienziati potevano calcolare la durata dei discorsi degli adulti e valutarne la tipologia, se si trattava di dialoghi tra adulti o di discorsi rivolti direttamente ai neonati. 

Dall’analisi delle scansioni cerebrali è emerso che i neonati coinvolti regolarmente nelle conversazioni con gli adulti mostravano delle differenze nella connettività funzionale ossia nel ritmo a cui si attivano differenti aree cerebrali. In particolare è stato notato che i bambini immersi nel linguaggio adulto mostravano un'attivazione meno sincronizzata nelle aree cerebrali responsabili della stimolazione del linguaggio nella corteccia cerebrale posteriore. 

Questa ridotta sincronizzazione sembrerebbe favorire un’organizzazione cerebrale più efficiente. 

Va specificato che questo particolare fenomeno è stato osservato solo nei bambini che erano interlocutori diretti degli adulti e non in quelli che assistevano passivamente a conversazioni che avvenivano nei paraggi in cui non erano coinvolti i piccoli. 

I risultati dello studio sostengono quindi l’importanza di parlare direttamente ai neonati per stimolare lo sviluppo delle loro capacità cognitive e linguistiche. 

Ma la parte più interessante dello studio deve ancora arrivare. Tra poco più di un anno si potrà scoprire l’impatto a lungo termine delle chiacchierate tra adulti e neonati. I ricercatori hanno infatti intenzione di osservare lo sviluppo cerebrale dei bambini quando avranno compiuto  18 mesi per verificare se la particolarità osservata nelle scansioni cerebrali nei neonati partecipi alle conversazioni con gli adulti si traduca realmente in un una migliore capacità linguistica.

«I nostri risultati indicano che le conversazioni intrattenute con i neonati sono importanti per la loro funzione cerebrale prima ancora che i bambini siano in grado di formare le parole. Sembra che ci sia qualcosa di speciale nelle dinamiche di conversazione tra neonati e caregiver, rispetto alla semplice quantità di stimoli che i bambini ricevono"», afferma Lucy King della Stanford University a capo dello studio.