L’iniezione di gel ricco di staminali che ripara il cuore dopo l’infarto

Innovazione

L’iniezione di gel ricco di staminali che ripara il cuore dopo l’infarto

Potrebbe bastare una piccola incisione sul torace in anestesia locale. Al resto ci penserebbe il composto gelatinoso di staminali ed esosomi iniettato nel cuore e capace di riparare i danni di un infarto. La nuova procedura è stata testata con successo su modelli animali

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Immagine: Kshithij Iyer, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Il futuro della chirurgia è facilmente prevedibile. Tecniche sempre meno invasive, niente bisturi, niente tagli, procedure “soft” con tempi di convalescenza ridotti al minimo. Rientra perfettamente in questo scenario un nuovo metodo di riparazione del danno cardiaco descritto su Nature Communications. Si tratta di una iniezione di un composto gelatinoso che contiene cellule staminali ed esosomi direttamente nel cavo pericardico. Un connubio perfetto tra chirurgia mininvasiva e medicina rigenerativa. 

I ricercatori della North Carolina State University che hanno messo a punto la procedura hanno cercato il sistema meno invasivo possibile per raggiungere il tessuto danneggiato e ripararlo, trovando una soluzione migliore rispetto ai cerotti cardiaci, la “toppa” di cellule staminali posizionata sulla zona danneggiata del cuore che è tra gli ultimi ritrovati della cardiochirurgia.  A differenza del cerotto cardiaco, infatti, l’iniezione non richiede un intervento chirurgico invasivo per la sua applicazione. 

«Volevamo un modo meno invasivo per ottenere terapie sul sito della lesione», ha dichiarato Ke Cheng, professore di medicina rigenerativa presso la North Carolina State University tra gli autori dello studio. 

I ricercatori hanno testato due tipi di idrogel, uno di origine naturale e l’altro di tipo sintetico, e due tipi di terapie derivate da cellule staminali in modelli di topi con infarto del miocardio.  Le terapie sono state somministrate tramite iniezione intrapericardica. Grazie a tecniche di imaging a fluorescenza, gli scienziati hanno visto che l’idrogel si diffondeva assumendo la forma di un cerotto nella cavità pericardica. 

La presenza di staminali o esosomi negli idrogel faceva la differenza. Rispetto agli animali che avevano ricevuto solo l’idrogel, quelli a cui era stata somministrato il composto di staminali ed esosomi mostravano un miglioramento della funzione cardiaca associato a una riduzione delle cellule morte del miocardio. 

I ricercatori hanno condotto esperimenti sui maiali per accertarsi della sicurezza della procedura e della possibilità di eseguire l’iniezione su organismi più complessi e più vicini all’essere umano. 

Gli scienziati hanno eseguito iniezioni pericardiche eseguendo solo due piccoli incisioni e hanno monitorato gli effetti della terapia sugli animali per valutare l’insorgere di eventuali effetti collaterali. Non sono state riscontrate complicazioni respiratorie, pericarditi o cambiamenti nella composizione del sangue nei tre giorni successivi alla procedura.

«La nostra speranza è che questo metodo di somministrazione del farmaco nel cuore si traduca in procedure meno invasive, meno costose con una maggiore efficacia terapeutica.  I nostri primi risultati sono promettenti: il metodo è sicuro e garantisce la permanenza dei farmaci in maniera superiore rispetto ad altri sistemi attualmente in uso. Successivamente eseguiremo ulteriori studi preclinici su animali di grandi dimensioni per testare ulteriormente la sicurezza e l'efficacia di questa terapia, prima di poter iniziare una sperimentazione clinica», dichiara Cheng.

Se la tecnica dovesse rivelarsi sicure ed efficace potrebbe rappresentare un’alternativa mininvasiva alla riparazione del danno cardiaco. L’iniezione del gel terapeutico potrebbe essere eseguita tramite una piccola incisione in anestesia locale sulla parete toracica del paziente.