Latte materno come un vaccino: stimola la produzione di anticorpi nei neonati

Covid-19

Latte materno come un vaccino: stimola la produzione di anticorpi nei neonati

Uno studio in collaborazione con il Policlinico Umberto I ha esaminato neonati di mamme positive al SARS-CoV-2 al momento del parto. I risultati pubblicati su JAMA Network Open

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Immagine: Petr Kratochvil, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Il latte materno funziona come un vaccino. Il neonato allattato al seno dalla mamma risultata positiva a Sars-Cov-2 al momento del parto sviluppa i suoi personali anticorpi contro il virus. Quel che accade tra madre e figlio è quindi qualcosa di più che un semplice trasferimento di anticorpi. Il bambino non riceve passivamente gli anticorpi della mamma, ma attraverso il latte materno sviluppa proprie difese immunitarie contro il Covid-19. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Gesù, che hanno promosso uno studio in collaborazione con il Policlinico Umberto I di Roma appena pubblicato su JAMA Network Open. 

Lo studio ha coinvolto 28 donne  e i loro neonati che hanno partorito al Policlinico Umberto I nel periodo compreso tra novembre 2020 e maggio 2021. Tutte le donne erano risultate positive a SARS-CoV-2 al momento del parto, anche se molte di loro erano asintomatiche. Nessuna delle donne all’epoca era stata vaccinata contro il Covid-19. I ricercatori si sono cheisti come la condizione della madre al momento del parto influenzasse l’immunità del neonato. E hanno scoperto il ruolo chiave del latte materno. 

In genere il bambino viene protetto passivamente dalle infezioni ricevendo gli anticorpi materni attraverso la placenta. Si tratta di anticorpi (o immunoglobuline) di tipo IgG, prodotti in risposta ad infezioni o vaccinazioni e contenuti nel sangue materno. Questo meccanismo fornisce al neonato una protezione passiva consentendogli di utilizzare, in mancanza dei propri, gli anticorpi della mamma. Se la mamma allatta al seno, inoltre, trasferisce al bambino anche un altro tipo di anticorpi (IgA), detti mucosali, perché prodotti dalle mucose del tratto respiratorio (oltre che dell’intestino) della mamma e perché aiutano il neonato proprio contro le infezioni mucosali, come il raffreddore o l’influenza.

I ricercatori hanno cercato e misurato la presenza di immunoglobuline specifiche contro il SARS-CoV-2 sia nel sangue e nel latte delle mamme, sia nel sangue e nella saliva nei neonati. Le analisi sono state effettuate a 48 ore dal parto e ripetute poi dopo due mesi.

Nel sangue delle mamme gli anticorpi specifici per il virus erano presenti a due mesi dal parto, ma non a 48 ore. Un risultato prevedibile, perché il sistema immunitario ha bisogno di due settimane di tempo per produrre le immunoglobuline IgG. Nel latte, invece, gli anticorpi specifici di tipo IgA erano presenti già a 48 ore dal parto, a dimostrazione che la risposta delle mucose per la produzione di anticorpi è più rapida di quella sistemica dell'organismo.

Coerentemente con questi risultati, i neonati non presentavano IgG specifiche per SARS-CoV-2 nel sangue né a 48 ore (perché la mamma non aveva potuto trasmetterle attraverso la placenta, in quanto ne era sprovvista prima del parto), né a due mesi dalla nascita (perché i bambini non erano stati attaccati dal virus e non si erano infettati).  Ma i neonati allattati al seno, e non gli altri, avevano nella saliva gli anticorpi mucosali contro il virus, presenti non solo a 48 ore, ma anche a due mesi dal parto quando la mamma aveva oramai smesso di produrli. 

Per i ricercatori è la prova che il latte materno gioca un ruolo fondamentale non solo offrendo protezione passiva, cioè trasferendo al bambino gli anticorpi prodotti dalla madre, ma anche stimolando la produzione autonoma delle difese immunitarie. Un meccanismo simile a quello di un vaccino. 

«È la prima volta che viene dimostrato questo meccanismo. Adesso sappiamo come il latte materno può aiutare il bambino a sviluppare le proprie difese immunitarie. Il sistema potrebbe funzionare allo stesso modo per tanti altri agenti patogeni, che sono presenti nella madre durante l’allattamento. Non esistono al momento vaccini per i neonati. Gli immuno-complessi potrebbero rappresentare un sistema di immunizzazione somministrabile per bocca, che potrebbe proteggere il bambino nei primi giorni di vita», ha dichiarato Rita Carsetti, responsabile di Diagnostica di Immunologia al Bambino Gesù.