L'editing sulla flora batterica per proteggere dal cancro al colon chi soffre di malattie infiammatorie intestinali

La strategia

L'editing sulla flora batterica per proteggere dal cancro al colon chi soffre di malattie infiammatorie intestinali

L’esperimento ha funzionato sui topi: limitando la crescita di alcuni batteri, si riduce il rischio di sviluppare il cancro. Ma il risultato è stato ottenuto ricorrendo al tungsteno, altamente tossico per gli umani. Sappiamo cosa fare, ora si tratta di capire come farlo

di redazione

Un accurato “restyling” della flora batterica dell’intestino, con modifiche puntuali sul metabolismo di alcuni specifici batteri, può ridurre il rischio di cancro colorettale nelle persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), tra cui colite ulcerosa e malattia di Crohn.

È quanto dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine.  

I pazienti con Mici hanno un rischio da tre a sette volte superiore di ammalarsi di tumore del colon-retto rispetto alle persone senza la malattia e per questa ragione sono costrette a eseguire frequenti controlli sottoponendosi a una colonscopia ogni uno-tre anni.

Con una efficace strategia protettiva però le probabilità di sviluppare un tumore si abbasserebbero di molto e anche gli appuntamenti con i fastidiosi test diagnostici potrebbero diradarsi. 

«La scoperta più significativa in questo studio è che la manipolazione del microbioma intestinale è sufficiente per influenzare lo sviluppo dei tumori. Si potrebbe immaginare un futuro in cui i farmaci che cambiano il comportamento e la composizione dei batteri che vivono nell'intestino entreranno a far parte del trattamento per le malattie infiammatorie croniche intestinali», ha dichiarato Ezra Burstein principale autore dello studio. 

I ricercatori hanno individuato alcuni processi metabolici attivi solo durante l’infiammazione intestinale e solo in alcuni batteri e ne hanno fatto il bersaglio di una mirata operazione di editing. 

«Il nostro tratto intestinale pullula di microbi, molti dei quali sono benefici e contribuiscono alla nostra salute generale. Tuttavia, in determinate condizioni, la normale funzione di queste comunità microbiche può venire disturbata. Una sovrabbondanza di alcuni microbi è associata ad un aumento del rischio di sviluppare alcune malattie, tra cui alcuni tipi di tumore», spiegano i ricercatori. 

I ricercatori hanno ripreso le fila di un loro precedente studio pubblicato su Nature dove avevano dimostrato che con opportune modifiche della flora batterica si preveniva o si riduceva l’infiammazione in topi affetti da colite. 

Ora la loro attenzione si è rivolta in particolare ad alcune forme nocive di Escherichia coli capaci di produrre una tossina che danneggia il Dna provocando carcinoma colorettale in modelli animali. 

I ricercatori hanno somministrato agli animali una soluzione di sali di tungsteno per modificare il modo in cui i batteri di escherichia coli generino energia per la crescita. Limitando la crescita di questi microrganismi, si riduce l’infiammazione e il rischio di sviluppare tumori. 

Ma il ricorso al tungsteno non può essere in alcun modo incoraggiato negli esseri umani. Il metallo è altamente tossico e i danni che provocherebbe supererebbero i benefici. 

L’intenzione dei ricercatori però è, almeno per il momento, quella di suggerire un campo di ricerca su cui indagare in futuro. Non sappiamo ancora come farlo, ma un editing puntuale della flora batterica potrebbe prevenire i tumori dell’intestino e ridurre l’infiammazione nelle persone affette da Mici. Questa strategia potrebbe rivelarsi un’alternativa agli  attuali trattamenti terapeutici che mirano a ridurre l’infiammazione durante le fasi acute della malattia o che, ricorrendo agli antibiotici, uccidono tanto i batteri buoni che quelli cattivi. 

«Con questo stdio presentiamo la prova che colpire il microbiota intestinale può essere sufficiente per influenzare la formazione del tumore in modo significativo», concludono i ricercatori. 

In sostanza, abbiamo capito cosa dobbiamo fare, ora si tratta di scoprire come farlo.