La lezione della variante Alfa. Così in un batter d’occhio si diventa dominanti

La storia infinita

La lezione della variante Alfa. Così in un batter d’occhio si diventa dominanti

Tutta colpa del super-seeding. Non è per le sue particolari caratteristiche biologiche che la variante Alfa è diventata prevalente nel Regno Unito. La maggiore trasmissibilità ha contribuito solo parte al suo successo. Molto di più hanno pesato gli spostamenti delle persone

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Immagine: National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Come sempre il treno dal Kent è partito in perfetto orario. Dopo poco più di un’ora i passeggeri sono scesi a Victoria Station a Londra, qualcuno ha preso la metropolitana, qualcun altro un autobus, un taxi o un altro treno. Ognuno di loro si è diretto verso altre destinazioni, più o meno lontane. Potrebbe cominciare così il racconto che spiega come la variante Alfa sia riuscita in meno di quattro mesi a diventare dominante nel Regno Unito. I ricercatori dell’Università di Oxford  parlano di “super-seeding event”: tante persone, muovendosi in lungo e in largo, hanno inconsapevolmente sparso a destra e a manca i semi dell’infezione. Gli scienziati hanno incrociato i dati della mobilità e le analisi di microbiologia per ricostruire sulle pagine di Science la rapida diffusione della mutazione B.1.1.7 di Sars-Cov-2 in Gran Bretagna dalla sua prima comparsa nel settembre del 2020 nel Kent a oggi. Sembra proprio che il successo della variante Alfa sulle altre si debba più ai movimenti delle persone che alle caratteristiche biologiche della mutazione.  

Inizialmente, gli esperti avevano sovrastimato la trasmissibilità della variante: i comportamenti umani sono in realtà i veri artefici della semina a ventaglio sul territorio britannico.  La contagiosità della variante alfa, in un primo tempo ritenuta dell’80 per cento superiore rispetto a quella delle altre, è stata infatti recentemente ridimensionata. Secondo le stime più recenti la capacità di trasmissione è del 30-40 per cento superiore a quella del ceppo originale. 

«Le persone, viaggiando da Londra e dal sud-est verso altre aree del Regno Unito, hanno "seminato" nuove catene di trasmissione della variante. Questo processo  è continuato come un evento nazionale di 'super-semina' che non ha iniziato a rallentare prima dell’inizio di gennaio», ha spiegato Moritz Kraemer dell'università di Oxford, autore principale dello studio.

Al di là del risultato, lo studio inglese è interessante perché ha testato l’efficacia di un nuovo metodo di indagine epidemiologica che potrebbe diventare un modello di analisi della diffusione dei patogeni. Il sistema usato dai ricercatori di Oxford è una combinazione di più metodi di sorveglianza: analisi del genoma virale, test diagnostici, mappatura degli spostamenti delle persone attraverso i dati anonimi dei cellulari. 

I ricercatori hanno già cominciato ad applicare questa nuova strategia di indagine ad altre nuove varianti in rapida diffusione, in particolare la Delta. È probabile che si sia ripetuto anche in questo caso il fenomeno del “super-seeding”. Le persone provenienti dall’India prima del 23 aprile scorso, quando è stato imposto il divieto di ingresso nel Regno Unito, hanno accelerato la diffusione della variante Delta in Gran Bretagna e nel resto d’Europa. 

Ora però le parti si sono invertite. Oramai la variante Delta ha quasi completamente sostituito la variante Alfa nel Regno Unito. Il rapporto più recente di Public Health England afferma che, nella settimana dal 7 al 14 luglio, ci sono stati 36mila nuovi casi di Delta e 453 di Alpha.

«Data la portata del suo attuale focolaio, sembra probabile che il Regno Unito sia ora un importante esportatore della variante Delta in tutta Europa e in alcune altre parti del mondo», ha affermato Samuel Scarpino, epidemiologo della Northeastern University di Boston, che faceva parte del team di ricerca.