L'obesità apre le porte al cancro al fegato fin dall'adolescenza

Non è mai troppo presto

L'obesità apre le porte al cancro al fegato fin dall'adolescenza

Un alto indice di massa corporea a 18 anni aumenta il rischio di malattie epatiche. Cancro compreso
redazione

La diagnosi arriva da adulti, ma l’origine del problema risale all’adolescenza, alla tarda adolescenza, per la precisione.  E tutto dipende dall’indice di massa corporea raggiunto al momento del passaggio al “mondo dei grandi”.

Succede per le malattie del fegato, cancro compreso: i ragazzi che arrivano alla maggiore età in forte sovrappeso corrono un rischio maggiore di andare incontro a patologie epatiche più avanti negli anni. I ricercatori svedesi che hanno firmato lo studio sulla rivista Gut avvertono inoltre che le probabilità di ammalarsi aumentano in presenza di diabete di tipo 2, a sua volta legato a filo doppio ai chili di troppo. 

Non è la prima volta che l’associazione tra malattie del fegato e l’eccessivo grasso giovanile si guadagna uno spazio di rilievo nelle autorevoli pubblicazioni scientifiche. Gli autori di questo nuovo studio avevano essi stessi già ampiamente dimostrato un anno fa che i chili segnati sulla bilancia nella tarda adolescenza possono essere affidabili premonitori di problemi epatici da adulti. Ora sono tornati sull’argomento muniti di calcoli probabilistici ancora più precisi: rispetto ai coetanei con un indice di massa corporea nella norma, i ragazzi in sovrappeso corrono un rischio maggiore di quasi il 50 per cento di soffrire di malattie del fegato una volta cresciuti e per i giovani obesi le probabilità di sviluppare epatiti e cancro sono più del doppio.

La previsione è frutto dell’analisi dei dati di 1,2 milioni di svedesi provenienti dal registro della leva militare tra il 1969 e il 1996. E, chiaramente, riguarda solamente i maschi. Le informazioni sul peso e le altre condizioni di salute prese durante la visita per entrare nell’esercito sono state poi integrate con la successiva documentazione clinica ricavata dagli altri database sanitari della popolazione svedese. Il monitoraggio ha preso in esame i dati fino al 2012 coinvolgendo 34 milioni di persone all’anno. 

In questo modo i ricercatori hanno potuto svolgere un’utile indagine a ritroso: ogni volta che incontravano un caso di malattia del fegato andavano a scoprire il peso registrato intorno ai 18 anni. In tutto stati riscontrati 5281 casi di  gravi patologie del fegato compresi 251 casi di cancro. Dallo studio sono stati esclusi i pazienti con una diagnosi di malattia epatica dovuta al consumo di alcol. 

Non è ancora chiaro, dicono i ricercatori, se i danni al fegato dovuti all’alto indice di massa corporea sono in parte dovuti allo sviluppo di diabete di tipo 2, o siano del tutto indipendenti. Fatto sta che tenendo sotto controllo il peso in età adolescenziale non si sbaglia: si abbassa contemporaneamente il rischio di diabete e delle malattie del fegato. 

«Lo studio - concludono gli autori -  può avere delle implicazioni per le politiche di salute pubblica, rafforzando la necessità di indirizzare gli interventi contro sovrappeso e obesità alla popolazione giovanile puntando i riflettori sul diabete 2 come fattore di rischio per le malattie del fegato».