L'obesità si trasmette ai figli e ai nipoti. E con essa anche l'artrosi

Lo studio

L'obesità si trasmette ai figli e ai nipoti. E con essa anche l'artrosi

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La trasmissione intergenerazionale del rischio di obesità e artrosi avviene a livello epigenetico. Fattori ambientali, in questo caso una dieta ricca di grassi, provocano cambiamenti sul funzionamento dei geni che vengono passati ai figli e poi ai nipoti.
di redazione

Una pesante eredità, nel vero senso della parola. L’obesità e le sue conseguenze sulla salute vengono trasmesse dai padri (e dalle madri) ai figli e ai nipoti: da una generazione alla successiva passano i chili di troppo insieme all’aumentato rischio di osteosartrite ad essi associato. 

A sostenerlo sono ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis che hanno osservato sui topi il preoccupante fenomeno intergenerazionale accompagnato da un'ulteriore conseguenza: l’obesità favorisce la degenerazione della cartilagine articolare nei singoli individui ma anche nella prole. 

I topi messi all’ingrasso con alimenti ipercalorici avevano maggiori probabilità di sviluppare la patologia articolare rispetto ai loro simili dal peso forma. Ma, a sorpresa, l’associazione veniva trasmessa anche ai loro figli nonostante questi seguissero una dieta dimagrante. 

I discendenti dei topi obesi tendevano a pesare il 20 per cento in più dei successori di genitori che non erano mai stati in sovrappeso. 

Inoltre, la prole dei topi grassi era più esposta al rischio di sviluppare artrosi. Il sovrappeso e la conseguente maggiore probabilità di danno articolare si trasmette anche alla generazione successiva. I nipoti dei topi obesi pesavano in media il 10 per cento in più dei figli dei figli degli animali normopeso. 

Come si spiega questo processo a catena?

I ricercatori hanno monitorato la salute di 120 topi i cui genitori avevano consumato una dieta ricca di grassi constatando che, nonostante la loro alimentazione fosse al contrario povera di grassi, gli animali erano più grassi dei loro simili nati da genitori magri. Lo stesso valeva per i nipoti. Oltre ai chili in eccesso, gli animali ereditavano anche livelli maggiori di citochine, molecole infiammatorie associate a varie malattie compresa l’artrosi. 

Non solo: gli eredi dei topi obesi, fino almeno alla terza generazione, avevano anche un minor numero di specifiche molecole che proteggono dall’infiammazione.  

«Questo studio ci dice che i fattori ambientali possono influenzare il comportamento dei geni e influenzare il rischio di artrosi per più generazioni. La prevalenza dell'artrosi è aumentata molto rispetto al passato, oltre 250 milioni di persone in tutto il mondo ne sono colpite, e questi risultati suggeriscono che l'obesità può aiutare a spiegare perché il disturbo stia diventando molto più frequente», ha dichiarato Farshid Guilak, professore di chirurgia ortopedica presso la Washington University School of Medicine di St. Louis.

I risultati della ricerca, pubblicati su  Arthritis & Rheumatology, suggeriscono sempre di più che all’origine del legame tra obesità e artrosi ci siano processi infiammatori e non meccanici. 

In passato, ragionevolmente, si era immaginato che una maggiore frequenza dei danni articolari nelle persone obese fosse dovuta al peso esercitato sulle giunture. Ma in questo modo non si riusciva a spiegare come mai il sovrappeso aumentasse le probabilità di sviluppare osteoartrite anche nelle articolazioni risparmiate dal sovraccarico come polsi e mani. 

Si è così compreso che l’infiammazione gioca un ruolo molto importante nell’associane tra sovrappeso e malattia articolare. 

«Abbiamo scoperto che i cambiamento a livello di carico del peso che avvengono a casa dell’obesità non sono il principale fattore di rischio per l’artrosi. Gran parte del rischio dipende da fattori metabolici e dietetici e viene trasmesso di generazione in generazione», affermano i ricercatori. 

La trasmissione intergenerazionale del rischio di artrosi non avviene a livello genetico, ma epigenetico. Fattori ambientali, in questo caso una dieta ricca di grassi, provocano cambiamenti sul funzionamento dei geni e questi cambiamenti vengono passati ai figli e dai figli ai nipoti.