Malattie infiammatorie intestinali: a scatenarle potrebbe essere una comune tossina batterica

La scoperta

Malattie infiammatorie intestinali: a scatenarle potrebbe essere una comune tossina batterica

La scoperta è avvenuta per caso mentre si cercavano nuovi antibiotici
redazione

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Una tossina prodotta da Ecsherichia coli potrebbe essere associata alle malattie infiammatorie croniche intestinali. La scoperta potrebbe aprire la strada a nuove terapie. Lo studio su Cell

La microcina B17 è una tossina prodotta dal batterio Escherichia coli. Un gruppo di scienziati che la studia da anni nella speranza di ricavarne nuovi antibiotici ne ha scoperto un ruolo inaspettato: la tossina sembrerebbe associata allo sviluppo delle malattie infiammatorie croniche intestinali (inflammatory bowel disease, Ibd, o Mici). 

I ricercatori del John Innes Centre di Norwich nel Regno Unito, che hanno lavorato in collaborazione con i colleghi di Brigham e del Women's Hospital di Boston (Usa), hanno pubblicato su Cell i risultati della loro ricerca. 

Le malattie infiammatorie croniche intestinali comprendono la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, colpiscono più di 300mila persone nel Regno Unito e 3 milioni di persone negli Usa e sono di difficile gestione. All’origine dell’infiammazione sembra ci sia una reazione anomala del sistema immunitario. La predisposizione genetica e i fattori ambientali hanno entrambi un peso nell’insorgere della patologia. 

La nuova scoperta che potrebbe aprire la strada a future terapie è avvenuta quasi casualmente.  

Il team guidato da Tony Maxwell del John Innes Centre era infatti impegnato nelle studio della tossina come arma per combattere altri batteri.

«Questa scoperta è avvenuta in gran parte per caso - ha dichiarato Maxwell - Stavamo studiando questa tossina per le sue proprietà antibatteriche e siamo stati contattati dal professor Richard Blumberg di Boston che immaginava potesse esserci qualche connessione tra la tossina e le malattie infiammatorie intestinali». 

Gli scienziati inglesi e quelli americani si sono messi al lavoro e hanno osservato su modelli animali gli effetti di una versione sintetica della microcina B17 realizzata per l’occasione. Ebbene, la tossina scatenava realmente l’infiammazione intestinale nei topi. Più precisamente, i prodotti di degradazione della tossina interferivano con il corretto funzionamento del sistema immunitario. 

«I batteri che vivono dentro di noi - ha spiegato Maxwell - hanno un grande impatto sul benessere. La novità in questo caso è che non è il batterio E. coli ma la tossina prodotta dal batterio che sembra avere un effetto sull’intestino. I batteri producono queste tossine per annientare i loro vicini nella lotta per la conquista di nicchie ecologiche ma sembrerebbe che i composti prodotti dalla tossina possano provocare l'infiammazione intestinale».

Ma le scoperte non finiscono qui. I ricercatori hanno individuato alcuni composti comunemente presenti in molti cibi e nell’ambiente che sembrerebbero anche essi responsabili dell’insorgere delle malattia infiammatorie intestinali. Si tratta degli ossazoli, che appartengono alla classe dei composti organici aromatici, che hanno, anch’essi, proprietà anti-batteriche.

«Queste scoperte - ha dichiarato Fred Collin, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio - aumenteranno la nostra conoscenza su come si innesca l’infiammazione associata alle Ibd e offrono nuove speranze per una potenziale terapia in futuro».