La mancanza di sonno aumenta il rischio di Alzheimer

Il legame

La mancanza di sonno aumenta il rischio di Alzheimer

Basta una notte insonne per aumentare i livelli di beta-amiloide nel cervello
redazione

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Dopo una notte in bianco si osserva un aumento del 5 per cento del livello di beta-amiloide nelle regioni del cervello più coinvolte nella malattia, talamo e ippocampo. Non si sa se i valori tornano alla norma con una bella dormita

La mancanza di sonno aumenta il rischio di Alzheimer. Lo sostengono gli autori di uno studio appena pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences che hanno osservato gli effetti delle notti insonni sul cervello: basta una nottata in bianco per aumentare i livelli di beta amiloide, la proteina all’origine del processo neuro-degenerativo. 

La scoperta dei ricercatori dei National Institutes of Health è piuttosto inquietante. Studi precedenti sui topi avevano già dimostrato che una prolungata insonnia fosse associata a un aumento dei livelli di beta-amiloide, ma finora si sapeva poco sull’impatto della mancanza di sonno sul cervello umano. Questo studio è il primo a colmare la lacuna. 

«La ricerca fornisce nuove informazioni sugli effetti potenzialmente dannosi della mancanza di sonno sul cervello - ha detto George F. Koob, direttore del National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (Niaaa) che ha finanziato lo studio». 

I ricercatori si sono serviti della tecnica diagnostica della tomografia a emissione di positroni (Pet) per ottenere le immagini dettagliate del cervello di 20 persone in salute, tra i 22 e i 72 anni di età. 

Gli scienziati hanno “scattato” due fotografie del cervello, una dopo una notte di riposo continuo, l’altra dopo 31 ore consecutive di veglia. Ebbene, dopo la notte in bianco si è osservato un aumento del 5 per cento di beta-amiloide nel talamo e nell’ippocampo, regioni del cervello particolarmente coinvolte nella malattia di Alzheimer. I pazienti che soffrono del disturbo neuro-degenerativo hanno un livello di beta-amiloidi superiore del 43 per cento rispetto a quello riscontrato in persone sane della stessa età. 

Lo studio non è riuscito a scogliere un nodo fondamentale: non sappiamo se i livelli di beta-amiloidi tornano nella norma dopo una successiva notte di riposo.

Dall’indagine è emerso invece che le persone con un maggiore aumento delle proteine associate all’Alzheimer sono di umore peggiore dopo aver passato tante ore svegli. 

«Nonostante il nostro campione fosse piccolo - ha dichiarato Shokri-Kojori a capo dello studio - questo studio ha dimostrato gli effetti negativi della mancanza di sonno sulla quantità di beta-amiloide nel cervello umano. In futuro saranno necessari ulteriori studi per valutare la possibilità di generalizzare questi risultati su una popolazione più ampia e maggiormente variegata». 

Il legame tra privazione del sonno e Alzheimer è considerato da molti neuro-scienziati bidirezionale. La presenza di placche di beta-amiloide nel cervello, infatti, comporta disturbi del sonno. 

E vale anche il contrario, come ha dimostrato questo nuovo studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas): la mancanza di sonno può provocare un aumento dei livelli di beta-amiloidi nel cervello.