La mancanza di sonno mette il freno ai neuroni

Lo studio

La mancanza di sonno mette il freno ai neuroni

Ecco perché quando siamo stanchi i riflessi sono ritardati
redazione

cat.jpg

Gli effetti della stanchezza si ripercuotono soprattutto nella regione temporale del cervello, quella associata alla percezione e alla memoria

Le nostre notti insonni sono un rischio per i gatti. L’esempio scelto dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv è curioso ma è efficace per descrivere le conseguenze della mancanza di sonno sul nostro organismo e sull’ambiente che ci circonda. «Quando un gatto piomba all’improvviso in mezzo alla strada in piena notte - dice  Yuval Nir, tra gli autori dello studio pubblicato su Nature Medicine - il processo con il quale il gatto viene avvistato è rallentato e di  conseguenza l’azione di premere il freno viene ritardata». 

Quando siamo stanchi le nostre performance ne risentono. È un processo noto a tutti, ma gli scienziati israeliani lo hanno esplorato a fondo scoprendo che la privazione del sonno incide sui singoli neuroni rallentandone l’attività. Ed è per questo che rispondiamo agli stimoli esterni con tempi più lunghi. 

Il rallentamento dei neuroni in particolare incide sulla percezione visiva e sulla memoria. 

I ricercatori sono giunti ai loro risultati monitorando l’attività cerebrale di 12 persone affette da epilessia che non avevano risposto alle terapie farmacologiche. Ai pazienti ricoverati in ospedale per una settimana sono stati impiantati degli elettrodi per individuare l’area del cervello in cui ha origine la crisi epilettica. Per tutto il tempo del ricovero l’attività dei neuroni è stata continuamente registrata. I pazienti hanno passato alcune notti insonni, come parte del protocollo diagnostico, offrendo così agli scienziati l’occasione per osservare da vicino l’impatto dell’insonnia sull’organismo.

Dopo la notte in bianco, i pazienti sono stati sottoposti a un test cognitivo in cui gli venivano mostrate alcune fotografie di personaggi e luoghi famosi che avrebbero dovuto identificare nel tempo più veloce possibile. 

«Riuscire in questo compito è difficile quando si è stanchi specialmente dopo una intera notte passata da svegli - riconosce Nir - I dati raccolti con questo esperimento ci hanno consentito di dare un'occhiata all funzionamento interno del cervello umano. Rivelando che la sonnolenza rallenta le risposte dei singoli neuroni, portando a scompensi comportamentali».

Mentre scorreva la lista delle foto proposte ai pazienti, una trentina in tutto, il team di ricerca registrava l’attività di 1.500 neuroni, 150 dei quali associati in modo specifico alla visione delle immagini. 

Gli effetti della stanchezza si sono mostrati in modo evidente soprattutto nella regione temporale del cervello, quella associata alla percezione e alla memoria. I singoli neuroni presenti in questa area cerebrale rispecchiavano il comportamento dei pazienti insonni: quando la risposta allo stimolo tardava ad arrivare, i neuroni si muovevano più lentamente. Esiste una stretta corrispondenza tra la velocità delle reazioni e quella dei singoli neuroni. 

I ricercatori hanno anche esaminato il ritmo a cui viaggia il cervello durante i periodi di inattività, notando che il rallentamento dei singoli neuroni è accompagnato da un rallentamento delle onde cerebrali. Quando la stanchezza aumenta e il desiderio di dormire diventa urgente, alcune parti del cervello si mettono a riposare. La maggior parte del cervello è vigile e attiva, ma i neuroni dei lobi temporali si fermano per “dormire”. «Visto che la guida in condizioni di sonno è tanto pericolosa quanto quella in stato di ebbrezza- concludono i ricercatori - speriamo di poter tradurre i nostri risultati in un sistema pratico di misurazione della sonnolenza nelle persone stanche  prima che diventino una minaccia per qualcuno o per qualcosa».