Un matrimonio tra Car-T e Crispr per battere il cancro

La speranza

Un matrimonio tra Car-T e Crispr per battere il cancro

L’immunoterapia si combina con l’editing genetico. E nasce una nuova potente strategia terapeutica contro il cancro. I primi test su soltanto tre pazienti invitano all'ottimismo. Ora si procederà a sperimentazioni più ampie

di redazione

Per ora sappiamo solo che è fattibile, sicuro e duraturo, ma non abbiamo prove della sua efficacia. Eppure c’è un motivo per cui un nuovo approccio terapeutico contro il cancro testato in uno studio di fase 1 su solamente tre pazienti sta facendo tanto parlare di sé. Potrebbe trattarsi infatti di un nuovo rivoluzionario capitolo dell’immuno-oncologia.

In una sperimentazione condotta dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania e descritta sulla rivista Science vengono per la prima volta combinati  insieme i due approcci terapeutici più promettenti del momento: la terapia cellulare sui linfociti T e la tecnica di editing genetico Crispr/Cas9. Dall’unione delle due terapie potrebbe nascere una potentissima arma contro il cancro. Ci troviamo di fronte a qualcosa di più di una semplice ipotesi: la nuova procedura ha superato l’esame di primo livello dimostrandosi sicura e fattibile. 

Per la sperimentazione (il cui scopo era solo valutare efficacia e fattibilità della strategia)  sono stati reclutati due uomini e una donna di circa sessant’anni affetti da tumore in stadio avanzato (un caso di sarcoma e due di mieloma multiplo) che non avevano risposto alle terapie convenzionali (chemioterapia, chirurgia e radioterapia). I pazienti hanno ricevuto la terapia immunitaria basata sul rafforzamento dei linfociti T ulteriormente potenziata  con la tecnica Crispr.

La procedura prevede di prelevare i linfociti T dal sangue dei pazienti e di usare il sistema di correzione automatica di Crispr per introdurre nelle cellule immunitarie modifiche tali da renderle più potenti contro i tumori. Grazie al sistema Crispr/Cas9 vengono silenziati 3 geni che impediscono la risposta immunitaria e ne viene inserito uno che ha come target una proteina prodotta dai tumori. Tutto questa operazione di restyling è molto più drastica di quella effettuata nella terapia Car-T, la procedura usata in alcuni tipi di tumore del sangue per potenziare i linfociti, e serve per rendere le difese immunitarie più efficaci. Le cellule T modificate vengono poi reintrodotte nel sangue dei pazienti. 

La tecnica CRISPR è un’arma potentissima: il 93,5 per cento dei tagli è avvenuto nel luogo giusto e i pochi tagli indesiderati hanno provocato piccoli cambiamenti del Dna in un limitato numero di cellule che sono svaniti nel tempo. 

Il principale risultato dello studio è stato quello di aver dimostrato che le cellule immunitarie potenziate con l’editing di Crispr hanno resistito nell’organismo almeno 9 mesi. Un tempo superiore a quello ottenuto con la terapia Car-T utilizzata per alcuni tumori del sangue. 

L’editing di Crispr sulle cellule immunitarie si è dimostrato sicuro e duraturo.

C'è tuttavia un altro dato che per il momento invita a tenere a freno l'entusiasmo: i pazienti sottoposti alla nuova terapia non hanno ottenuto miglioramenti significativi sulla salute: uno dei partecipanti alla sperimentazione è  deceduto, mentre negli altri non è stato osservata alcuna riduzione del tumore.

Risultati, questi ultimi, che però in nessun modo rappresentano un ridimensionamento della tecnica.