Non sottovalutare le infezioni alle gengive: possono aumentare il rischio di tumori all’esofago e allo stomaco

L’associazione

Non sottovalutare le infezioni alle gengive: possono aumentare il rischio di tumori all’esofago e allo stomaco

A favorire l’insorgere dei tumori potrebbe essere l’alterazione del microbioma orale causata dall’infezione delle gengive. In particolare, i batteri più pericolosi sono Tannerella forsythia, Porphyromonas gingiva, Porphyromonas gingivalis, Peptostreptococcus stomatis e Streptococcus anginosus

di redazione

I tumori dell’esofago e dello stomaco si prevengono (anche) dal dentista. Uno studio su Gut condotto ha infatti dimostrato un forte legame tra parodontite, cioè l'infezione gengivale di origine batterica, e i tumori dell’apparato digestivo. Secondo lo studio, condotto dall’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, a favorire l’insorgere dei tumori sarebbe l’alterazione del microbioma orale causata dall’infezione delle gengive. 

A questo risultato i ricercatori sono giunti dopo avere analizzato i dati di circa 150mila persone coinvolte in due ampi e lunghi studi sulla salute maschile e femminile negli Stati Uniti (Health Professionals Follow-up Study e Nurses' Health Study).

Ecco sa è emerso nel dettaglio. Una diagnosi di parodontite è associata a un aumento del rischio di adenocarcinoma esofageo del 43 per cento e del 52 per cento di adenocarcinoma gastrico (tumore allo stomaco). Chi arriva a perdere almeno due denti a causa della patologia gengivale è 1,4 volte più esposto al rischio di tumori del tratto digestivo rispetto a chi mantiene intatta la dentatura. 

Infine, chi ha sofferto della malattia parodontale con la perdita di un solo dente va incontro a un aumento del rischio del 59 per cento di adenocarcinoma esofageo e del 68 per cento di adenocarcinoma gastrico, rispetto a chi non ha mai avuto diagnosi di parodontite. 

I batteri del cavo orale più pericolosi, quelli cioè maggiormente associati allo sviluppo del tumore, sono Tannerella forsythia, Porphyromonas gingiva, Porphyromonas gingivalis, Peptostreptococcus stomatis, e Streptococcus anginosus. 

In particolare: Tannerella forsythia, Porphyromonas gingivalis sono stati associati al rischio di cancro esofageo, mentre T. forsythia, Peptostreptococcus stomatis e Streptococcus anginosus sembrerebbero collegati al tumore allo stomaco. 

Perché sono così rischiosi?

Gli scienziati sospettano che i batteri in questione attivino una serie di processi che portano a danneggiare il Dna favorendo così la proliferazione di cellule tumorali. Alcuni di loro sono capaci per esempio di indurre la tolleranza immunologica, ossia l’incapacità dei linfociti T (anergia) di rispondere a determinati antigeni lasciando l’organismo indifeso. Altri invece sembrabo promuovere lo sviluppo di nitrosammine endogene, sostanze note per favorire lo sviluppo di tumori gastrici. 

Lo studio di natura osservazionale non permette di trarre conclusioni definitive sul rapporto di causa ed effetto e i ricercatori non possono escludere la possibilità che una parte del rischio osservato possa dipendere da altri fattori non misurati (confondenti).

Tuttavia, concludono: «Insieme, questi dati vanno sottolineano il ruolo del microbioma orale nel carcinoma esofageo e gastrico. Sono necessari ulteriori studi prospettici che valutino direttamente l’impatto del microbioma orale e che identifichino i batteri orali specifici responsabili di questa relazione. Questi ulteriori potranno servire per individuare biomarcatori non invasivi, facilmente accessibili che aiutano a identificare le persone ad alto rischio per questi tumori».