Nuove terapie personalizzate per il tumore del colon retto

Lo studio

Nuove terapie personalizzate per il tumore del colon retto

Il contributo italiano al congresso dell’American Association for Cancer Research
redazione

L’appuntamento è imperdibile per chi si occupa di oncologia: a Washington dal 2 al 5 aprile 19 mila medici e scienziati provenienti da oltre 70 paesi passano in rassegna tutte le promettenti novità della ricerca e le nuove possibilità terapeutiche già a disposizione dei pazienti. Al meeting dell’American Association for Cancer Research 2017 non è mancato il contributo italiano: il nostro paese si è presentato con i risultati dello studio clinico Heracles, una sperimentazione, finanziata da Airc e frutto della collaborazione tra l'ospedali Niguarda e l'IRCCS di Candiolo, che ha aperto la via per nuove terapie per il tumore del colon retto.

Lo studio Heracles rientra nel grande nuovo e rivoluzionario settore terapeutico della medicina di precisione. «Il tumore – spiega Livio Trusolino dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo - viene analizzato non più in base all’organo colpito, ma alle mutazioni genetiche che lo hanno originato. Heracles è un altro passo avanti nell’oncologia di precisione e personalizzata, che inaugura una nuova serie di sperimentazioni cliniche sfruttando le proprietà dei farmaci cosiddetti intelligenti».

La terapia offre nuove opzioni di cura ai pazienti con tumore metastatico del colon-retto caratterizzato dalla amplificazionedel gene Her2, refrattari al trattamento standard con i farmaci oggi in uso. Nella prima sperimentazione di Heracles sono stati trattati 33 ammalati con una combinazione di due farmaci diretti specificamente contro il bersaglio Her2 nel tumore. In un terzo dei casi il tumore è regredito e complessivamente nel 70 per cento dei casi ha smesso di crescere. In un paziente la massa tumorale è completamente scomparsa ormai da più di 3 anni. 

Risultati importanti, visto che i pazienti erano tutti diventati resistenti a molte terapie tentate in precedenza. Anche dal punto di vista della sopravvivenza, la terapia si è dimostrata promettente:  la sopravvivenza di questi ammalati già trattati più volte, con malattia avanzata, è di solito inferiore a tre mesi, mentre oltre la metà dei pazienti che sono stati coinvolti nella sperimentazione sta ancora bene dopo nove mesi. Al meeting dell’ Aacr stati rivisti e aggiornati i dati già pubblicati su Lancet Oncology  e presentate le novità di Heracles B, con cui i ricercatori italiani stanno valutando nuove combinazioni terapeutiche. 

«Con la prima sperimentazione Heracles A  - chiarisce Salvatore Siena, relatore nella sessione dell’Aacr - abbiamo valutato la terapia a base di lapatinib e transtuzumab. Con Heracles B, che è ora aperta al reclutamento, ci proponiamo di valutare i risultati della combinazione di pertuzumab e TDM1 (trastuzumab-emtansina), un trattamento che reputiamo ancora più efficace. Anche in questo caso, la proposta terapeutica deriva dagli studi preclinici effettuati a Candiolo. Al momento abbiamo reclutato 11 pazienti, siamo a metà del guado. Lo studio Heracles si chiuderà nel 2018 e l'analisi dei dati ci dirà se la prima evidenza generata da Hercales A è corretta».