Obesità: ecco l’enzima che accelera il metabolismo

La speranza

Obesità: ecco l’enzima che accelera il metabolismo

Si chiama Snrk la nuova arma promettente contro il sovrappeso e le sue conseguenze
redazione

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Un enzima dalla doppia azione: riduce l’infiammazione provocata dal grasso bianco e accelera il metabolismo del grasso bruno aiutando a dimagrire. Si chiama Snrk e potrebbe trattarsi di un nuovo bersaglio terapeutico

Snrk sta per “sucrose non-fermenting related kinase”. Ai profani non dirà  nulla, ma per diabetologi ed endocrinologi potrebbe trattarsi di una nuova promettente arma per combattere l’obesità.

L’enzima Snrk si è infatti guadagnato uno spazio sulla rivista Diabetes dell’American Diabetes Association per la sua preziosa doppia azione: da una parte blocca l’infiammazione nel grasso bianco, dall’altra accelera il metabolismo del grasso bruno. Semplificando al massimo possiamo dire che Snrk elimina gli effetti negativi del gasso “cattivo” e aumenta quelli positivi del grasso “buono”. 

Il corpo umano possiede due tipi di tessuto adiposo, quello bianco e quello bruno. Il primo è una riserva energetica, un serbatoio a cui si attinge in caso di necessità, ma quando è in eccesso scatena le risposte infiammatorie associate all’insulino-resistenza tipiche dell’obesità e del diabete. Il secondo, invece, brucia calorie per produrre calore e ha da tempo attirato l’attenzione degli scienziati come potenziale strumento contro obesità e sovrappeso. 

Ora i ricercatori della Brown University hanno scoperto che l’enzima Snrk può regolare il comportamento di entrambi i tipi di grasso e realizzare il sogno di ogni obeso: ridurre allo stesso tempo l’infiammazione cronica e il peso. Gli effetti dell’enzima sono stati finora osservati sui topi, ma i test genetici preliminari fanno pensare che Snrk funzioni allo stesso modo anche sugli esseri umani lasciando intravedere la speranza per una nuova terapia contro l’obesità e le sue complicazioni. 

I ricercatori hanno usato per la sperimentazione alcuni topi privati, con tecniche di ingegneria genetica, del gene che produce Snrk nelle cellule di grasso e hanno messo a confronto il tessuto adiposo di questi animali con quello di animali normali. I topi senza Snrk mostravano un’elevata concentrazione di macrofagi, affidabili indicatori di infiammazione, nel tessuto bianco. Ecco così dimostrato il ruolo di Snrk come regolatore della risposta infiammatoria. Ma la ricerca è proseguita con un’altra scoperta: i topi privi dell’enzima erano più grassi degli altri e non c’era modo di farli dimagrire neanche ricorrendo a farmaci specifici per la perdita di peso. È in questo modo che Snrk ha rivelato la sua seconda proprietà. L’enzima agisce evidentemente sul metabolismo del grasso bruno. 

La conclusione dei ricercatori è imposta da un ragionamento di logica deduttiva: «Lo studio ci dice - afferma Haiyan Xu tra i firmatari dello studio - che aumentando la produzione di Snrk potremmo avere come risultato un aumento del metabolismo generale che può essere di aiuto alla perdita di peso». 

I primi risultati sperimentali sugli esseri umani sono incoraggianti. 

Il team della Brow University ha identificato alcune mutazioni genetiche associate alla produzione di Snrk dall’analisi dei dati di 12mila donne che avevano preso parte allo studio sulla salute femminile  Women's Health Initiative. Chi possedeva queste mutazioni aveva valori più alti dell’ indice di massa corporea e della circonferenza della vita e un maggiore rischio di obesità. 

Mettendo insieme le informazioni ricavate dalle osservazioni sui topi e sugli esseri umani, gli scienziati si sono convinti di trovarsi di fronte a un potenziale nuovo bersaglio terapeutico per contrastare l’obesità e i suoi effetti sull’organismo.