Sull’origine della pandemia ancora si brancola nel buio. Ma la "fuga" dal laboratorio resta improbabile

Il rapporto UNEP

Sull’origine della pandemia ancora si brancola nel buio. Ma la "fuga" dal laboratorio resta improbabile

Nessuna pistola fumante, solo ipotesi. Dopo la missione in Cina gli esperti dell’Oms fanno una classifica degli scenari più plausibili sull’inizio della pandemia: al primo posto c’è la sequenza pipistrello- animale intermedio (ignoto)-uomo. Dubbi anche sul ruolo del mercato di Wuhan

di redazione

Riavvolgere il nastro sperando di vedere ripartire la storia dalla primissima scena, quella in cui si capisce tutto: da dove è partito il virus e come ha fatto a infettare per la prima volta un essere umano.

È quello che speravano di ottenere gli esperti dell’Oms dalla missione in Cina. Invece nelle 120 pagine del rapporto redatto da 34 scienziati a conclusione dell’indagine, il fermo immagine sull’incipit del racconto non c’è. Dopo un anno e mezzo la storia della pandemia parte sempre da un certo punto in poi, dai primi casi segnalati in sostanza, e continua a mancare il capitolo iniziale. O meglio manca un inizio certo. Perché le ipotesi ci sono, alcune più plausibili di altre. Partiamo dalla teoria del virus “scappato” dal laboratorio. È da escludere all cento per cento? Gli autori del rapporto dopo aver condotto le analisi biologiche e logistiche la considerano “extremely unlikely”. 

Ma dopo il commento ufficiale del direttore generale dell’Oms, che ha spiazzato un po’ tutti, l’ipotesi della fuoriuscita accidentale da un centro di ricerca sembra dover rimanere ancora sul tavolo: «ll team ha anche visitato diversi laboratori a Wuhan e ha perso in considerazione la possibilità che il virus sia entrato nella popolazione umana a seguito di un incidente di laboratorio. Tuttavia, non credo che questa valutazione sia stata sufficientemente ampia. Saranno necessari ulteriori dati e studi per giungere a conclusioni più solide. Sebbene il team abbia concluso che la fuga dal laboratorio è l'ipotesi meno probabile, ciò richiede ulteriori indagini, con nuove missioni aggiuntive che coinvolgano esperti specializzati», ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus. Non è un buon segno. Quando tornano in ballo le piste di indagine definitivamente (o quasi) scartare all’inizio, i misteri sembrano destinati a rimanere irrisolti perché i tempi si allungano troppo e la pistola fumante nel frattempo smette di fumare. 

I ricercatori hanno individuato quattro possibili scenari sull’origine della pandemia e per ognuno di questi hanno valutato gli argomenti pro e contro, arrivando ad assegnare diversi livelli di probabilità.  

Lo scenario più probabile è quello in cui la trasmissione è avvenuta attraverso un animale intermedio (forse un animale selvatico catturato e poi allevato in una fattoria). Questa ipotesi viene considerata “probabile o molto probabile”. La trasmissione diretta (spillover) da un animale all’uomo viene considerata tra il “possibile e il probabile”. L’introduzione del virus attraverso carne congelata è possibile (ma poco probabile). L’incidente di laboratorio, come già detto, è l’ipotesi meno probabile. 

Tra i tanti inizi possibili, il più convincente per gli esperti dell’Oms è quindi il seguente: il coronavirus è probabilmente comparso nei pipistrelli e poi è passato all’uomo attraverso un animale intermedio, la cui identità però resta ignota (sembrerebbero esclusi per ora suini, bovini e pollami che non vengono infettati da Sars-Cov-2). 

Non si può sapere neanche con certezza il punto esatto in cui ha avuto luogo il primo nefasto incontro tra l’uomo e il nuovo coronavirus. Il mercato di Huanan a Whuan, additato come primo focolaio della pandemia, in realtà non sembra aver fatto da apripista alla tragedia globale come si pensava. La maggior parte dei primi casi segnalati non avevano un chiaro legame con il mercato in questione, né con altri mercati di Whuan. Il 28 per cento delle prime infezioni poteva essere associato al mercato di Huanan, il 23 per cento ad altri mercati, ma il 45 per cento non aveva nulla a che fare con nessuno di questi luoghi. 

«Non è quindi possibile trarre una conclusione definitiva sul ruolo del mercato di Huanan nell'origine dell'epidemia o su come l'infezione sia stata introdotta nel mercato» si legge nel rapporto.

Gli esperti concludono il loro rapporto suggerendo le aree di approfondimenti per le nuove indagini (qualora ci fossero): un attento monitoraggio della fauna selvatica e del bestiame in Cina nel sud-est asiatico alla ricerca del famigerato animale intermedio, più studi sui primi casi di Covid-19 e un più ampio tracciamento dei percorsi dalle fattorie ai mercati a Wuhan. La verità sull’origine del virus potrebbe forse arrivare da una di queste piste. Intanto la Cina chide di cercare anche altrove.