Il parto fa il microbioma. Batteri intestinali diversi se si nasce con il cesareo

Le differenze

Il parto fa il microbioma. Batteri intestinali diversi se si nasce con il cesareo

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Le differenze di microbioma tra i bambini nati con il taglio cesareo e quelli nati con parto vaginale si attenuano dopo che sono stati svezzati. Ma non sappiamo se le differenze iniziali avranno implicazioni per la salute
di redazione

Fammi conoscere il tuo microbioma e ti dirò come sei nato. Potrebbe essere possibile: i bambini nati con parto spontaneo hanno una composizione della flora batterica differente da quella dei loro coetanei partoriti con taglio cesareo. 

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham ha osservato che nell’intestino dei primi sono presenti i batteri dell’intestino della mamma (non quelli vaginali), mentre in quello dei secondi prevalgono i batteri presenti nell’ambiente ospedaliero. 

Queste differenze generalmente scompaiono all’età di un anno, ma ancora non è chiaro se il tipo di batteri ricevuti alla nascita possano influenzare la salute degli individui a breve o a lungo termine. 

Nello studio, pubblicato su Nature, i ricercatori hanno analizzato 1.700 campioni fecali di 600 bambini e 175 mamme. Le analisi sui batteri delle feci sono state effettuate 4, 7 e 21 giorni dopo il parto, sia vaginale che cesareo.

Utilizzando avanzate tecniche di sequenziamento genetico, gli scienziati hanno potuto individuare i batteri presenti nell’intestino dei neonati scoprendo che il tipo di parto faceva la differenza. 

I bambini partoriti in modo spontaneo possedevano un bagaglio molto più nutrito dii batteri “buoni” rispetto ai bambini nati con cesareo.  

«Questa è la più ampia indagine genomica sui microbiomi dei neonati mai prima effettuata. Abbiamo scoperto che il tipo di parto ha avuto un grande impatto sui batteri intestinali dei neonati, con la trasmissione di batteri dalla madre al bambino solamente durante la nascita per via vaginale. Un’ulteriore comprensione di quali specie di batteri aiutano a formare il microbioma infantile più sano possibile potrebbe permetterci di sviluppare terapie batteriche», ha dichiarato Trevor Lawley, autore senior dello studio. 

I risultati delle analisi di questo studio contraddicono quelli di ricerche precedenti secondo le quali la flora batterica dell’intestino dei neonati sembrava ricca dei batteri vaginali materni. Non è così. Nell’intestino del neonato partorito in modo spontaneo si trovano i batteri dell’intestino della mamma. 

Nell’intestino dei bambini nati con il bisturi invece si trovano molti batteri dell’ambiente ospedaliero, alcuni di questi potenzialmente pericolosi. Non solo: in quest’ultimo gruppo è stato osservato un livello più elevato di resistenza agli antibiotici. In parte questo fenomeno può essere spiegato con il fatto che alle mamme indirizzate al parto cesareo prima di sottoporsi alla procedura vengono somministrati antibiotici che vengono poi assorbiti dal nascituro. Gli scienziati hanno notato che il microbioma dei bambini nati con modalità diverse torna a somigliarsi con il passare degli anni.

«Il nostro studio ha dimostrato che quando i bambini crescono e cominciano ad assorbire i batteri quando si nutrono e da tutto ciò che li circonda, i loro microbiomi intestinali diventano più simili tra loro. Dopo che sono stati svezzati, le differenze di microbioma tra i bambini nati attraverso il taglio cesareo e il parto vaginale si sono attenuate. Non sappiamo ancora se le differenze iniziali che abbiamo riscontrato avranno implicazioni per la salute», ha detto  Nigel Field, tra gli autori dello studio. 

Alcuni esperti hanno commentato lo studio affermando che non ci sono finora ragioni per preoccuparsi della salute dei bambini nati con il cesareo, una procedura in molti casi necessaria.