Diabete: più vicino un farmaco per prevenire ictus e infarto

Lo studio

Diabete: più vicino un farmaco per prevenire ictus e infarto

Una molecola sperimentale blocca l’aggregazione anomala del sangue che si verifica nei diabetici
redazione

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Nei pazienti diabetici sono molto importanti le alterazioni dell’endotelio (il rivestimento interno dei vasi sanguigni) e l’eccessiva tendenza delle piastrine ad aggregarsi, fenomeno alla base della formazione di trombi nei vasi sanguigni

Per ora è stata sperimentata solo su tessuti animali e sangue umano. Quindi è molto presto per cantare vittoria. 

Ma una molecola sperimentale potrebbe rivelarsi un’arma efficace per prevenire due fenomeni che frequentemente insorgono nelle persone con diabete e che aumentano il rischio di incorrere in infarto e ictus: la disfunzione endoteliale e l’iperattivazione piastrinica. 

La molecola, il cui nome per ora è NSC23766, è stata sperimentata da un gruppo di ricercatori italiani coordinati da Carmine Vecchione, responsabile dell’Unità di ricerca di Fisiopatologia Vascolare all’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e docente all’Università di Salerno.

Lo studio che descrive i test è stato pubblicato sul Journal of the American Heart Association.

Nei pazienti diabetici sono molto importanti le alterazioni dell’endotelio (il rivestimento interno dei vasi sanguigni) e l’eccessiva tendenza delle piastrine ad aggregarsi, fenomeno alla base della formazione di trombi nei vasi sanguigni.

«Farmaci capaci di limitare l’aggregazione piastrinica vengono già impiegati nei diabetici», spiega Vecchione. «L’aspirina a basse dosi, ad esempio. Ma sappiamo che alcuni pazienti presentano una resistenza a questo farmaco, per cui le piastrine rimangono attivate, con un importante aumento di rischio trombotico. Avere nuove armi farmacologiche è quindi una necessità».

Il gruppo di ricerca dell'Unità di Fisiopatologia Vascolare dell'Irccs Neuromed guidato da Carmine Vecchione

I ricercatori Neuromed si sono concentrati, in particolare sulla proteina  Rac1 coinvolta nei processi infiammatori. Studi precedenti condotti dallo stesso laboratorio avevano dimostrato che nei vasi sanguigni l’inibizione di Rac1 ha un’azione positiva sullo stress ossidativo, uno dei fattori chiave nella genesi della disfunzione endoteliale. Con questo nuovo lavoro, che ha impiegato una molecola sperimentale capace di bloccare Rac1 (NSC23766), è stato possibile dimostrare anche un’azione antipiastrinica. Gli esperimenti sono stati condotti sia su vasi sanguigni prelevati da animali che su sangue umano.

«Abbiamo una combinazione di effetti molto interessante da parte di questa molecola», aggiunge Vecchione. «Da un lato viene migliorata la funzione endoteliale, dall’altro viene limitata la capacità delle piastrine di aggregare tra loro. Potrebbe significare una importante riduzione di rischio in chi è affetto da diabete. Naturalmente saranno necessari altri studi prima di arrivare a un impiego terapeutico, ma pensiamo che la modulazione di Rac1 sia una strada molto promettente per migliorare le prospettive cliniche di tanti pazienti».