Prendere le impronte digitali ai tumori per costruire vaccini personalizzati

Cancro

Prendere le impronte digitali ai tumori per costruire vaccini personalizzati

Alla ricerca dei neoantigeni: i bersagli specifici dei tumori contro cui indirizzare le terapie del futuro
redazione

C’è anche l’Italia in quello che si candida a essere uno dei più avanzati progetti di ricerca mondiali nella lotta ai tumori. 

È la Fondazione NIBIT (con l’Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese diretta da Michele Maio l’unico centro in Europa a fornire anche campioni di tessuto per la ricerca) che è stata arruolata nella Tumor neoantigEn SeLection Alliance (TESLA), un’alleanza globale che sarà impegnata nei prossimi a sfruttare i neoantigeni come bersagli per le terapie del futuro.

I neoantigeni sono marker presenti sulla superficie delle cellule tumorali ma assenti nel tessuto normale: per questo motivo sono considerati potenziali target per i farmaci. Comunemente derivano da mutazioni che si verificano nel corso della rapida divisione e moltiplicazione delle cellule tumorali. Il sistema immunitario può riconoscere questi marker come “estranei” e di conseguenza colpire la cellula tumorale per distruggerla: per questa ragione la ricerca di questi marker tumorali sta diventando sempre più un importante filone di ricerca che gli scienziati ritengono possa essere la chiave per sviluppare una nuova generazione di immunoterapie contro il cancro, personalizzate e mirate. I neoantigeni non sono infatti solo specifici per ogni tumore, ma variano da persona a persona come delle vere e proprie impronte digitali. Identificarli significa dunque posare le basi di una nuova classe di vaccini anticancro altamente personalizzati, potenzialmente dotati di una significativa efficacia e con effetti collaterali ridotti.

Ed è questo che vuole fare TESLA. L’iniziativa prende il via dal Parker Institute for Cancer Immunotherapy, creato poco più di sei mesi fa grazie al co-fondatore di Facebook e Napster Sean Parker (per chi avesse visto il film The Social Network è il personaggio impersonato da Justin Timberlake), e dal Cancer Research Institute; coinvolge 30 tra i principali gruppi di ricerca del mondo sui neoantigeni del cancro, sia dal mondo accademico che dalle aziende. 

«Mettere assieme i migliori gruppi e centri di ricerca sui neoantigeni per accelerare la scoperta di immunoterapie tumorali personalizzate è proprio il tipo di collaborazione di ricerca che avevo immaginato quando ho inaugurato il Parker Institute», ha detto Sean Parker. «Questa alleanza non si avvarrà solamente degli enormi talenti di ognuno dei ricercatori ma sfrutterà anche il potere della bioinformatica, che ritengo sarà fondamentale per guidare l’innovazione».

Nel concreto, l’obiettivo dell’iniziativa è di permettere ai ricercatori di testare e migliorare gli algoritmi matematici usati per analizzare il DNA tumorale e le sequenze RNA al fine di identificare i neoantigeni verosimilmente presenti nel tumore di ogni paziente e maggiormente visibili al sistema immunitario. Il progetto si focalizzerà inizialmente su tumori come il melanoma avanzato, il tumore del colon-retto e il tumore del polmone non a piccole cellule, che tendono ad avere numeri più alti di mutazioni, e quindi più neoantigeni. Nel tempo, l’iniziativa cercherà di estendere la rilevanza dei vaccini diretti contro i neoantigeni del cancro ad una gamma di tumori più vasta. «Questo progetto rappresenta lo spirito di collaborazione e partnership tra mondo accademico, industria e organizzazioni no profit, che il Parker Institute sta cercando di favorire ed è un ottimo esempio di come stiamo cercando di abbattere gli ostacoli tradizionali per portare la scienza multidisciplinare innovativa ad arrivare più velocemente a sviluppare cure per i pazienti oncologici», ha affermato Jeffrey Bluestone, presidente e amministratore delegato del Parker Institute of Cancer ImmunoTherapy.

«Il Cancer Research Institute e il Parker Institute sono convinti che il sistema immunitario sia una piattaforma tecnologica che può essere utile per trasformare tutti i tumori in malattie curabili», ha aggiunto Adam Kolom, vice presidente della Business Development and Strategic Partnerships del Parker Institute e Clinical Accelerator Program Director del Cancer Research Institute. «Riteniamo che mettendo insieme i migliori laboratori del mondo che stanno sviluppando software predittivi dei neoantigeni, potremo realizzare più velocemente la promessa di sviluppare una nuova generazione di immunoterapie personalizzate contro il cancro».

I ricercatori hanno dichiarato di essere entusiasti di lavorare insieme in questa Alleanza, per risolvere uno dei problemi più complessi dell’immunoterapia.

«Questo progetto è davvero straordinario poiché ha le potenzialità per aiutarci a identificare con maggiore precisione le proteine anomale contenute in ogni tumore, che possono essere usate come target dell’immunoterapia personalizzata contro il cancro», ha detto Robert D. Schreiber, direttore dell’Andrew M. and Jane M. Bursky Center for Human Immunology & Immunotherapy Programs alla Washington University School of Medicine di St. Louis. «Crediamo che questo genere di medicina di precisione, usato da solo o con altre forme di immunoterapia, migliorerà significativamente la nostra capacità di trattare i pazienti con il cancro in modo più efficace e con meno effetti collaterali rispetto agli attuali trattamenti».

Per ricevere gratuitamente notizie su questo argomento inserisci il tuo indirizzo email nel box e iscriviti: