La proteina scudo contro il diabete

Il meccanismo

La proteina scudo contro il diabete

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La reazione eccessiva del sistema immunitario nel tessuto adiposo favorisce la resistenza all’insulina alla base della malattia.
di redazione

Fino a oggi la conoscevano in pochi. Eppure la proteina Hpgd (15-idrossiprostaglandina) meriterebbe una maggiore considerazione visto che sembrerebbe aver un ruolo chiave nel proteggere l’organismo dal diabete 2. E potrebbe diventare un futuro target terapeutico. 

A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università di Bonn che hanno ricostruito il processo con cui le cellule del tessuto adiposo inibiscono l’infiammazione, allontanando il rischio di diabete. 

La strategia di difesa è la stessa adottata dall’organismo per proteggersi dalle reazioni eccessive del sistema immunitario che scatenano le malattie autoimmuni. Vediamo di che si tratta.

Un gruppo specifico di globuli bianchi denominanti “cellule T regolatorie” ha il compito di mantenere in equilibrio il sistema immunitario, permettendogli di agire contro i reali “nemici” esterni e impedendogli di attaccare gli organi e i tessuti interni. Fin qui non c’è nessuna novità, 

il ruolo di controllo delle cellule T regolatorie era già ampiamente conosciuto. 

Ma i ricercatori del German Center for Neurodegenerative Diseases (Dzne) e dell’Università di Bonn hanno scoperto il “dietro le quinte” del piano difensivo contro le “esuberanze” del sistema immunitario descrivendo sulla rivista Immunity l’azione dettagliata delle cellule T regolatorie in particolare nel tessuto adiposo dove hanno il compito di difendere l’organismo dal diabete 2. 

È risaputo, infatti, che una reazione eccessiva del sistema immunitario nel tessuto adiposo favorisce la resistenza all’insulina alla base della malattia metabolica. 

I ricercatori tedeschi hanno osservato che, sia nei topi che negli esseri umani, la proteina Hpgd è presente in elevate quantità nelle cellule T regolatorie. E ne hanno quindi seguito da vicino l’azione. Scoprendo che questa proteina innesca una catena di fortunati eventi che permettono di proteggere l’organismo dal diabete 2. L’Hpgd ha il compito di metabolizzare un ormone particolarmente presente nel tessuto adiposo, la prostaglandina E2. Il prodotto della metabolizzazione, il metabolita 15-keto Pge 2, a sua volta attiva altri fattori che permettono di mantenere in equilibrio il sistema immunitario. 

Il meccanismo a catena è emerso da alcuni esperimenti su topi geneticamente modificati per non possedere la proteina Hpgd nelle cellule T regolatorie. È stato osservato che la mancanza della proteina impediva alle cellule T di ostacolare il processo infiammatorio e di contrastare l’iper attività del sistema immunitario. 

I ricercatori hanno anche constatato che l’assenza della Hpgd favoriva lo sviluppo dell’insulino-resistenza negli animali alimentati con una dieta ricca di grassi. 

Negli esseri umani accadere qualcosa di simile, visto che le persone con diabete 2 mostrano livelli ridotti della proteina Hbgd nelle cellule T.

Tutto lascia pensare quindi che la proteina Hpgd sia essenziale per il corretto funzionamento delle cellule T del tessuto adiposo, consentendo a queste ultime di proteggere a dovere l’organismo dall’infiammazione e dal diabete 2. 

Non finisce qui. I ricercatori sospettano che la proteina in questione possa avere un ruolo chiave anche nella difesa dalle malattie neurodegenerative. Ma questa ipotesi dovrà essere verificata in successivi studi.