Quel legame tra il virus della mononucleosi e le malattie autoimmuni

Lo studio

Quel legame tra il virus della mononucleosi e le malattie autoimmuni

Scoperto il meccanismo che lega il virus di Epstein-Barr al lupus e all’artrite reumatoide
redazione

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Un’indagine genetica che ricorre a una nuova tecnica computazionale rivela che l’infezione della mononucleosi è legata al lupus e ad altre sei malattie autoimmuni. Lo studio su Nature Genetics potrebbe aprire la strada a nuove terapie

Finora era poco più di un sospetto. Ma diventano sempre più forti le prove di un'associazione tra il virus di Epstein-Barr (quello che causa la mononucleosi) e alcune malattie autoimmuni come il lupus sistemico eritematoso. Un gruppo di ricercatori del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center ha scoperto un possibile meccanismo con cui l’infezione virale scatena l’anomala reazione del sistema immunitario. 

I ricercatori, ricorrendo a una nuova tecnica computazionale, sono riusciti a indagare a livello genetico l’associazione tra il lupus e il virus Epstein Barr. Lo studio sostenuto dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) che fa parte dei National Institutes oh Health è stato pubblicato su Nature Genetics.

Alcuni studi precedenti avevano individuato più di 50 regioni genetiche associate con il lupus, la maggior parte delle quali coinvolte nella regolazione dei geni. 

Grazie alla nuova tecnica chiamata Regulatory Element Locus Intersection algorithm (Reli) i ricercatori hanno scoperto che una proteina del virus chiamata Ebna2 si lega alle regioni genetiche associate al rischio di sviluppare il lupus. 

Ebna 2 è nota per la capacità di alterare l’espressione dei geni con cui entra in contatto e sembrerebbe in grado di legarsi a regioni genetiche associate anche ad altre malattie autoimmuni come sclerosi multipla, artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, malattia infiammatoria intestinale, malattia celiaca e diabete di tipo 1.

Si può così immaginare che le infezioni da virus Epstein-Barr in alcuni casi riescano ad attivare i geni che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare malattie autoimmuni. I ricercatori avvertono però che il virus potrebbe essere uno dei tanti fattori scatenanti delle malattie in questione, non l’unico. 

«Molti casi di malattie autoimmuni sono difficili da trattare e possono provocare sintomi debilitanti. Studi come questi ci permettono di analizzare i fattori genetici e ambientali che possono indurre il sistema immunitario ad attaccare i suoi stessi tessuti - ha dichiarato Anthony S. Fauci, direttore del Niaid - Una migliore comprensione delle cause complesse delle malattie autoimmuni può condurre a migliori trattamenti e strategie di prevenzione». 

In molti sperano infatti che da questo studio possano uscire nuove opportunità di cura per malattie di difficile gestione.