Rinite allergica: coinvolti 41 geni, ma non bastano a spiegare l’epidemia

Lo studio

Rinite allergica: coinvolti 41 geni, ma non bastano a spiegare l’epidemia

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Ricercatori danesi hanno individuato 20 nuovi geni associati all’aumento del rischio di sviluppare la febbre da fieno, portando il totale dei geni coinvolti a 41. Ma la genetica da sola non basta a giustificare la diffusione della malattia.
di redazione

Occhi che lacrimano, naso che cola, raffiche di starnuti e nei casi più gravi crisi asmatiche. Sono i sintomi dell’allergia al polline sperimentati periodicamente da ben 400 milioni di persone nel mondo, soprattutto nei Paesi occidentali. Qual è la causa scatenante di questa epidemia? I geni o l’ambiente? 

I ricercatori dell’Università di Copenaghen che hanno appena mappato 41 geni associati a un maggior rischio di sviluppare allergie, di cui 20 sono una novità per la scienza, sono convinti che la genetica da sola non basti a giustificare l’aumento cospicuo e costante dei casi. 

«I geni sono importanti - ha dichiarato Klaus Bønnelykke tra gli autori dello studio - Ma molti casi devono essere dovuti a fattori ambientali, poiché il numero di persone con la febbre da fieno è aumentato negli ultimi 100 anni.

L'allergia non si sta diffondendo così velocemente a causa di cambiamenti genetici. Ci vogliono decine di migliaia di anni per cambiare il corredo genetico. Pertanto, credo che l'aumento sia probabilmente causato da un'interazione tra geni che predispongono al rischio, come quelli che abbiamo trovato in questo studio, e vari fattori ambientali che scatenano l'allergia nelle persone che posseggono quei geni». I fattori scatenanti della rinite allergica sono i pollini, i peli degli animali, gli acari della polvere. Non è ancora chiaro come mai in Occidente la rinite allergica stia assumendo le proporzioni di un’epidemia, ma i ricercatori invitano a cercare la spiegazione nello stile di vita adottato in quei Paesi.

Lo studio, pubblicato su Nature Genetics, costituisce la più ampia analisi genetica sulla febbre da fieno mai condotta finora arrivando a coinvolgere ben 900mila persone. 

«I geni del rischio che abbiamo mappato - afferma Bønnelykke - possono aiutarci a capire cosa causa la febbre da fieno. E nel lungo periodo questa conoscenza sarà utile per sviluppare nuovi farmaci e trattamenti migliori per l’allergia».

I risultati dell’analisi genetica tuttavia spiegano solamente il 10 per cento dei casi: resta da capire come mai alcune persone sviluppino allergie e altre no. 

La risposta potrà venire da nuovi studi con un numero ancora maggiore di partecipanti che concentrino l’attenzione sul modo in cui i geni interagiscono con i fattori ambientali critici, come il polline o l’inquinamento. 

Dalla ricerca danese è emerso però un altro dato che dovrà essere approfondito dai genetisti: esiste una sovrapposizione tra i geni che predispongo alle allergie e quelli coinvolti nello sviluppo di malattie autoimmuni come diabete 1, artrite reumatoide e malattie infiammatorie intestinali. Esattamente come è stato osservato per le allergie, anche queste malattie sono in costante aumento negli ultimi anni. 

«Il nostro studio - ha dichiarato Bønnelykke - aiuta a identificare le sovrapposizioni genetiche che possono essere una chiave per capire perché tutte queste malattie sono in aumento. Sembra che ci siano alcuni fattori comuni nello stile di vita occidentale che favoriscono la diffusione di queste malattie, ma non abbiamo ancora capito il perché. La sovrapposizione genetica che abbiamo osservato sembra suggerire che siano gli stessi geni a scatenare queste malattie, almeno in parte. Questa è una informazione importante quando si tratta di capire i meccanismi e le cause. Può voler dire arrivare a capire non solo la febbre da fieno ma anche le malattie autoimmuni».