Riparare le sinapsi per combattere la sclerosi multipla

Lo studio

Riparare le sinapsi per combattere la sclerosi multipla

di redazione

Un team di ricercatori dell’Università di Ginevra, dell'Università di Monaco e dell'Istituto tecnico di Monaco ha scoperto che la distruzione delle sinapsi nella materia grigia del cervello riduce l’attività dei neuroni nella corteccia cerebrale ed è un fattore importante nella progressione della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, in cui le cellule nervose vengono attaccate dal sistema immunitario. In molti casi, la malattia si sviluppa in una forma progressiva, una forma della malattia difficile da trattare. Ora, il gruppo di ricerca ha dimostrato in un modello murino che l'infiammazione della materia grigia porta a una diminuzione dell’attività delle cellule nervose, a causa della distruzione (potenzialmente reversibile) delle sinapsi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, offrono un approccio interessante per nuove terapie.

La perdita delle sinapsi, le strutture che fungono da contatti tra le cellule nervose, è un indicatore di danno alla corteccia cerebrale nei casi di sclerosi multipla progressiva. I ricercatori hanno quindi sospettato che le sinapsi siano la chiave del danno neuronale: con l’aiuto di varie tecniche di imaging, il team è stato in grado di dimostrare che una tale perdita diffusa di sinapsi può essere riprodotta in un modello murino di sclerosi multipla. Inoltre, le loro osservazioni hanno rivelato che le spine sinaptiche vengono distrutte da un tipo specifico di cellule immunitarie. «Queste cellule immunitarie eliminano preferenzialmente le spine, che contengono alti livelli di calcio. Partiamo dal presupposto che la reazione infiammatoria stessa inneschi un afflusso di calcio, che destabilizza le spine», afferma Martin Kerschensteiner, direttore dell'Istituto di Neuroimmunologia Clinica presso il Ludwig-Maximilians Universität Mûnchen. «Questi cambiamenti nella sclerosi multipla in stadio avanzato ricordano quelli che possono essere osservati anche durante le prime fasi della neurodegenerazione», aggiunge Thomas Misgeld della Technical University of Munich.

Le cellule immunitarie attivate attaccano principalmente le sinapsi eccitatorie, che sono responsabili dell'attivazione di altre cellule nervose. Di conseguenza, il livello di attività nelle reti neurali diminuisce. «Le cellule nervose vengono effettivamente messe a tacere», afferma Kerschensteiner. «Tuttavia, con nostra grande sorpresa, abbiamo scoperto che questo processo è reversibile nel nostro modello».

Non appena l'infiammazione viene risolta, il numero normale di sinapsi viene ripristinato e i neuroni mostrano ancora una volta i loro normali schemi di attività. 

Questi risultati contrastano con i risultati nei pazienti con sclerosi multipla progressiva, in cui la corteccia cerebrale è permanentemente danneggiata. «Presumibilmente, i meccanismi responsabili del recupero non possono entrare in vigore in questi pazienti, perché l'infiammazione è cronica e rimane irrisolta", spiega Doron Merkler, professore presso il Dipartimento di Patologia e Immunologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Ginevra. «Nel nostro modello, abbiamo indotto una reazione infiammatoria acuta, che si risolve in pochi giorni». 

Ora, i ricercatori stanno cercando di capire se questo approccio può essere trasferito nell’uomo.