SARS-CoV-2 va dritto al cuore. Così il virus entra nel muscolo cardiaco e lo danneggia

Lo studio

SARS-CoV-2 va dritto al cuore. Così il virus entra nel muscolo cardiaco e lo danneggia

Molti pazienti guariti da Covid-19, anche giovani atleti, mostrano lesioni al cuore. Ora si scopre che a provocarle è direttamente il virus che entra nelle cellule del muscolo cardiaco replicandosi. Non si tratta di un danno indiretto causato dall’infiammazione

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Immagine: OpenStax Anatomy and PhysiologyOpenStax, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

I danni al cuore di SARS-CoV-2 sono diretti e non indiretti. Il virus invade le cellule del muscolo cardiaco replicandosi al loro interno. È così che Covid-19 può compromettere la salute del cuore anche in pazienti giovani, sani e persino atletici che quando tornano ad allenarsi vanno presto in affanno. 

In uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology: Basic to Translational Science,  ricercatori della Washington University di St. Louis respingono l’ipotesi avanzata da più parti, secondo la quale l’impatto sul cuore dell’infezione dipenderebbe da una risposta infiammatoria sistemica scatenata dalla presenza del virus nei polmoni. Niente di tutto questo, il virus è capace anche di andare dritto al cuore. 

Ricostruendo in laboratorio un modello di tessuto cardiaco umano a partire da cellule staminali, gli scienziati hanno potuto osservare dal vivo e in diretta gli effetti dell’infezione sul sistema cardiovascolare e hanno visto il virus andare all’attacco del cuore. 

«All’inizio della pandemia, avevamo le prove che il coronavirus potesse causare insufficienza cardiaca o lesioni cardiache in persone generalmente sane, il che era allarmante per i cardiologi. Persino alcuni atleti del college che erano stati autorizzati a tornare ad allenarsi dopo l'infezione da Covid-19, in seguito avevano mostrato lesioni nel cuore. Si è discusso se fossero dovute a un'infezione diretta del cuore o a una risposta infiammatoria sistemica che si verifica a causa dell'infezione polmonare. Il nostro studio è unico perché dimostra definitivamente che, nei pazienti con Covid-19 che hanno sviluppato insufficienza cardiaca, il virus infetta il cuore, in particolare le cellule del muscolo cardiaco», ha dichiarato Kory J. Lavine, professore di medicina presso la Washington University School di Medicina a St. Louis, a capo dello studio. 

Immagine: Adam L. Bailey et al. SARS-CoV-2 Infects Human Engineered Heart Tissues and Models COVID-19 Myocarditis. JACC: Basic to Translational Science,2021, ISSN 2452-302X, https://doi.org/10.1016/j.jacbts.2021.01.002.

Il modello ingegnerizzato di tessuto cardiaco umano ha permesso ai ricercatori di osservare il virus in azione: SARS-CoV-2 non solo uccide alcune cellule del muscolo cardiaco ma danneggia le fibre responsabili della contrazione dell’organo provocando l’insufficienza cardiaca (o scompenso cardiaco). 

Tutto ciò può avvenire anche in assenza di infiammazione. Ossia, l’infiammazione può peggiorare la situazione ma non è la causa scatenante del problema. I risultati degli studio sui modelli artificiali sono stati confermati nelle analisi del tessuto cardiaco di quattro persone con un danno al cuore in seguito all’infezione di Covid-19 e anche in esperimenti su modelli animali. 

«Anche i giovani che hanno avuto sintomi molto lievi possono sviluppare problemi cardiaci in seguito che limitano la loro capacità di allenarsi. Vogliamo capire cosa sta succedendo in modo da poterlo prevenire o curare. Nel frattempo, vogliamo che tutti prendano sul serio questo virus e facciano del loro meglio per prendere precauzioni e fermarne la diffusione, in modo da non avere un'epidemia ancora più grande di malattie cardiache prevenibili in futuro», avverte Lavine.

Secondo quanto osservato dagli scienziati, il virus SARS-CoV-2 induce una risposta immunitaria anomala rispetto a quella provocata da altri virus con un impatto sul cuore. 

Nell’infezione di Covid-19 la difesa immunitaria viene gestita principalmente da alcune da cellule immunitarie, come macrofagi, monociti e cellule dendritiche. Per la maggior parte degli altri virus che colpiscono il cuore, invece, sono i linfociti T e B del sistema immunitario a fare da scudo. 

Ancora non è chiaro quali siano le conseguenze di questa diversa strategia difensiva dell’organismo e come la salute del cuore ne possa risentire. Quel che stupisce i cardiologi è che il tipo di reazione del sistema immunitario osservata nel cuore dei pazienti con Covid-19 è tipica delle malattie croniche e non di quelle acute. 

«In generale, le cellule immunitarie che rispondono ad altri virus tendono ad essere associate a una malattia relativamente breve che si risolve con una terapia di supporto. Ma le cellule immunitarie che vediamo nei pazienti cardiopatici Covid-19 tendono ad essere associate a una condizione cronica che può avere conseguenze a lungo termine. Queste sono solo associazioni, quindi avremo bisogno di ulteriori ricerche per capire cosa sta succedendo», dice Lavine in conclusione.