E se la sindrome dell’ovaio policistico avesse origine già nell’utero?

L’ipotesi

E se la sindrome dell’ovaio policistico avesse origine già nell’utero?

È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine
redazione

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Tutto avrebbe inizio nella pancia della mamma. Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine l’origine della patologia è da cercare nello scambio di ormoni tra le donne incinta con ovaio policistico e il feto di sesso femminile

Sulla sindrome dell’ovaio policistico (Pcos) si sa molto, ma non tutto. Si sa che colpisce il 10 per cento delle donne in età riproduttiva mettendone a rischio la fertilità. Si sa che aumenta il rischio di diabete e che favorisce lo sviluppo di cisti ovariche. Si sa che esiste una familiarità: la sorella di una donna con Pcos ha il 20 per cento di probabilità in più di ammalarsi. 

Ma sulle cause non si sa molto: dipende dall’ambiente o dai geni? 

Ora uno studio pubblicato su Nature Medicine propone una terza ipotesi: tutto potrebbe avere inizio già nell’utero della mamma. 

Quando una donna con sindrome dell’ovaio policistico è in attesa di una femmina si verificherebbe un passaggio di ormoni tra la madre e il feto le cui conseguenze si farebbero sentire più avanti negli anni. 

Molti studi su modelli animali avevano già dimostrato che l’esposizione delle future madri al testosterone, ormone prodotto in elevate quantità dalle donne con sindrome dell’ovaio policistico, provoca disturbi nell’ovulazione e altri sintomi  associati alla Pcos nella prole femminile. 

La nuova ricerca conferma questo scenario descrivendo nei dettagli il complesso meccanismo che ne è all’origine: l’interazione tra un ormone prodotto dalle ovaie e un gruppo di neuroni presenti nel cervello della mamma provocherebbe un effetto a cascata distruggendo alcuni enzimi nella placenta e scatenando i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico nella prole di sesso femminile. 

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata su un gruppo di ormoni chiamati antumulleriani (Amh): ci sarebbero loro all’inizio della catena di sfortunati eventi. Questi ormoni sono prodotti da piccoli follicoli nelle ovaie. Nelle donne con Pcos il numero di questi follicoli è in eccesso e di conseguenza la produzione di ormoni Amh è più elevata rispetto alle donne sane. 

I ricercatori hanno scoperto che gli ormoni antimulleriani agiscono su un gruppo di neuroni del cervello che a loro volta inducono la ghiandola pituitaria a rilasciare l’ormone luteinizzante (Lh). 

Nelle donne sane un incremento dell’ormone Lh induce l’ovulazione, ma nelle donne son sindrome dell’ovaio policistico, l’ormone Lh è mantenuto costantemente a livelli elevati dagli ormoni Amh. Come conseguenza si ha il blocco dell’ovulazione e un aumento di testosterone.

I ricercatori, guidati da Paolo Giacobini, neuroendocrinologo dell’Univesrità di Lille in Francia, hanno raccolto campioni di sangue da quattro gruppi di donne incinte al secondo trimestre di gravidanza: obese e non obese senza Pcos, obese e non obese con Pcos. 

Normalmente i livelli degli ormoni Amh scendono durante la gravidanza perché le ovaie non sono in funzione. Eppure nelle donne con Pcos, soprattutto quelle magre (non è chiaro perché), i livelli di Amh erano da due a tre volte superiori a quelli degli altri gruppi. Per capirne le conseguenze, i ricercatori sono ricorsi a esperimenti su animali. 

Gli scienziati hanno iniettato gli ormoni Amh nei topi incinta scoprendo che le femmine partorite da questi animali sviluppavano sintomi simili alla Pcos, scarsa ovulazione e livelli alti di testosterone. 

Gli elevati livelli di testosterone nei topi, ipotizzano i ricercatori, potrebbero dipendere dal fatto che gli ormoni Amh riducono la produzione di aromatasi, un enzima presente nella placenta che trasforma il testosterone in una forma di estrogeni. 

Non è possibile sapere se negli esseri umani avvenga lo stesso identico processo.  I ricercatori hanno comunque proposto un nuovo ambito in cui indagare: il complesso equilibrio ormonale della gravidanza. Secondo gli autori dello studio è lì che ha origine la sindrome dell’ovaio policistico.