I soccorritori dell’11 settembre sono ancora a rischio di sviluppare tumori del sangue

Il legame

I soccorritori dell’11 settembre sono ancora a rischio di sviluppare tumori del sangue

La colpa è della nube tossica scaturita dal crollo e dall’incendio delle torri gemelle. Un’elevata percentuale di pompieri intervenuti a Ground Zero mostra mutazioni nelle cellule del sangue che predispongono ai tumori

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Immagine: Michael Foran, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di Michele Musso

Chi ha prestato soccorso al World Trade Center l’11 settembre del 2001 ha un rischio maggiore di sviluppare un tumore del sangue rispetto alla popolazione generale. Non c’entra lo stress. La responsabilità è delle polveri inalate sul luogo del disastro, una combinazione di sostanze tossiche tra cui policlorobifenili, diossine, amianto, cemento. Chi stava lì non ha potuto fare a meno di respirare la nube tossica. Il particolato sprigionato dai grattacieli in fiamme a Ground Zero quel fatidico 11 settembre sembrerebbe aver provocato un aumento delle mutazioni associate ai tumori e alle malattie cardiovascolari. 

Lo dimostra uno studio del Vanderbilt-Ingram Cancer Center appena pubblicato su Nature Medicine secondo il quale tra i primi soccorritori nell’attentato terroristico c’è un’alta percentuale di persone con mutazioni che predispongono a patologie ematiche. 

I ricercatori hanno analizzato il Dna di 252 pompieri che non erano intervenuti in soccorso delle vittime dell’attentato e lo hanno messo a confronto con quello dei pompieri che hanno prestato servizio al World Trade Center l’11 settembre del 2001 e nei giorni successivi. 

Dall’analisi è emerso che nei campioni di sangue prelevati dai pompieri intervenuti alle torri gemelle c’era una percentuale significativamente più alta di mutazioni associate ai tumori rispetto al gruppo di controllo. 

In particolare, i ricercatori hanno osservato una maggiore presenza tra i primi soccorritori di un parametro specifico indicativo della salute del sangue, l’emopoiesi clonale. L’emopoiesi clonale è un fenomeno associato all'età caratterizzato da mutazioni nei geni delle cellule del sangue che gli forniscono un vantaggio competitivo e aumentano il rischio di tumore del sangue e di malattie cardiovascolari. Il 10 per cento dei pompieri del World Trade Center mostrava emopoiesi clonale in confronto al 6,7 per cento del gruppo di controllo.

Gli esperimenti su modelli animali hanno confermato la maggiore presenza di mutazioni nocive tra gli individui esposti al particolato sprigionato dagli incendi del World Trade Center. 

I ricercatori hanno esposto i topi a un mix di polveri considerato equivalente a quello inalato dai primi soccorritori osservando un aumento delle mutazioni nelle cellule del sangue nei trenta giorni successivi all’esposizione. 

I risultati dello studio suggeriscono quindi che i primi soccorritori dell’11 settembre abbiano un aumento del carico mutazionale che li espone a un rischio maggiore di cancro del sangue oltre a quello che normalmente si verifica con l’invecchiamento. 

Saranno necessari ulteriori studi per scoprire il meccanismo biologico alla base delle mutazioni.  Secondo il World Trade Center Health Program, il programma governativo di monitoraggio delle condizioni di salute di chi è stato esposto alla nube tossica, le malattie contratte a Ground Zero hanno già ucciso 3.496 persone.  Sono oltre 67mila le diagnosi di patologie associate agli attentati dell’11/9, tra cui tumori, demenze, malattie respiratorie e gastrointestinali, malattie cardiovascolari, depressione.