Sorpresa: c’è una salamandra in noi. La cartilagine umana si auto-rigenera

La scoperta

Sorpresa: c’è una salamandra in noi. La cartilagine umana si auto-rigenera

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La ricerca è solo ai primi passi, ma se riuscissimo a capire quali molecole ci mancano rispetto alle salamandre, potremmo anche essere in grado di sviluppare un modo per rigenerare un giorno in parte o del tutto un arto umano.
di redazione

Pensavamo fosse prerogativa delle salamandre, invece a sorpresa scopriamo che anche gli esseri umani hanno proprietà auto-rigenerative. C’è una salamandra in noi: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances nel nostro corpo avviene un processo rigenerativo della cartilagine delle articolazioni di cui non eravamo a conoscenza. Potenziandolo si potrebbe arrivare a una cura per l’osteoartrite. 

I ricercatori del Duke University Medical Center hanno messo a punto un metodo per determinare l’età delle proteine basandosi su orologi molecolari integrati negli amminoacidi che convertono una forma in un’altra con prevedibile regolarità. Le proteine più giovani dei tessuti hanno poche conversioni di amminoacidi, mentre quelle più vecchie ne hanno tante.

Grazie alla conoscenza di questo processo e ricorrendo a tecniche di spettrometria di massa, i ricercatori hanno potuto così stabilire se le proteine chiave della cartilagine, compreso il collagene, fossero giovani, di mezza età o vecchie. 

E hanno scoperto che l’età della cartilagine varia a seconda delle articolazioni: è giovane nelle caviglie, di mezza età nelle ginocchia e vecchia nelle anche. Il che spiegherebbe come mai le lesioni alle ginocchia e alle anche impiegano molto tempo per guarire e spesso degenerano in artrite, mentre le lesioni alla caviglia guariscono più rapidamente e sono meno soggette ad artrite. 

Proseguendo nelle ricerche, gli scienziati hanno osservato che il processo di riparazione della cartilagine dipende da alcune molecole chiamate microRna, non a caso presenti in grandi quantità negli animali che hanno capacità di rigenerare i propri arti (salamandre, lucertole, zebrafish…). 

Ma anche negli esseri umani si trovano quelle stesse molecole di microRna la cui attività varia a seconda della posizione in cui si trovano, raggiungendo livelli più elevati nelle caviglie, in confronto alle ginocchia e ai fianchi, e negli strati superiori della cartilagine rispetto a i più profondi.  

«Siamo stati entusiasti di scoprire che le molecole che regolano la rigenerazione dell'arto della salamandra sembrano essere anche i regolatori della riparazione dei tessuti articolari negli arti umani», affermano i ricercatori. Tutto lascia immaginare che i microRNA possano essere sviluppati come medicinali per prevenire, rallentare o curare l’artrite.

«Riteniamo di poter stimolare questi regolatori affinché rigenerino completamente la cartilagine degenerata di un'articolazione artritica. Se riusciamo a capire quali regolatori ci mancano rispetto alle salamandre, potremmo anche essere in grado di aggiungere i componenti mancanti e sviluppare un modo per rigenerare un giorno in parte o del tutto un arto umano. Riteniamo che questo sia un meccanismo fondamentale di riparazione che potrebbe essere applicato a molti tessuti, non solo alla cartilagine», concludono i ricercatori.