Sorpresa: potenziando le cellule del sistema immunitario si può combattere l’eczema

L’ipotesi

Sorpresa: potenziando le cellule del sistema immunitario si può combattere l’eczema

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Per i ricercatori a causare la malattia della pelle è non solo una iperattivazione del sistema immunitario, ma soprattutto uno squilibrio tra le varie popolazioni di cellule che lo compongono: le cellule NK, in particolare, tendono a scarseggiare
di redazione

Controproposta: per combattere l’eczema perché non potenziare la risposta immunitaria invece che sopprimerla?  I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis suggeriscono di capovolgere la strategia terapeutica per il trattamento della dermatite atopica. Generalmente si ricorre a corticosteroidi ad uso topico e a immunosoppressori, farmaci che bloccano la risposta del sistema immunitario. Ma gli scienziati americani hanno scoperto che, al contrario, potenziando le cellule immunitarie natural killer (NK) si ottengono risultati migliori con meno effetti collaterali. 

La nuova strategia terapeutica è stata testata sui topi con risultati molto incoraggianti. «Osservando la pelle degli animali abbiamo notato che il loro eczema si è risolto in un modo che non avevamo visto con altre terapie. E finora i nostri modelli animali con eczema hanno fornito previsioni affidabili su quel che accade negli esseri umani», ha dichiarato Brian S. Kim, principale firmatario dello studio pubblicato su Science Translational Medicine.

Le cellule NK fanno parte delle difese dell’immunità innata e si distinguono per la capacità di riconoscere e uccidere le cellule infette o cancerose.  L’idea di valutare il ruolo dei linfociti NK nello sviluppo e nell’evoluzione dell’eczema è venuta ai ricercatori dopo aver osservato un fenomeno ricorrente: nei pazienti con eczema si registrava una progressiva riduzione dei livelli di NK. Il dato era talmente evidente che gli scienziati hanno cominciato a considerare la scarsa presenza di NK come un indicatore affidabile per una diagnosi di eczema: nel dubbio si ricorreva alla conta delle cellule immunitarie. Quando scarseggiavano si trattava di eczema.

La ricerca è proseguita in laboratorio su modelli di topi resi artificialmente incapaci di produrre i linfociti natural killer. I ricercatori hanno notato che in questi animali i parametri dell’infiammazione peggioravano. Ma somministrando un farmaco in grado di aumentare il numero delle cellule immunitarie, lo stato infiammatorio si riduceva notevolmente e la pelle degli animali migliorava visibilmente. 

Se si trasferisse questo approccio agli esseri umani ci troveremmo di fronte a un capovolgimento delle attuali strategie terapeutiche. Il farmaco più usato per il trattamento della dermatite atopica è infatti il dupilumab, un farmaco biologico che blocca in parte la risposta immunitaria. Non tutti i pazienti ottengono dalla terapia i benefici sperati. E il potenziamento delle cellule natural killer potrebbe rappresentare una speranza di cura per tutti coloro che non rispondono alle medicine tradizionali. I ricercatori, che hanno depositato il brevetto della potenziale terapia immunitaria, hanno intenzione di verificarlo proseguendo la sperimentazione con gli studi sugli esseri umani. Confidando, inoltre, sulla possibilità che la nuova terapia funzioni anche nel trattamento di altre patologie che coinvolgono il sistema immunitario e  che spesso sono associate all’eczema come l’asma o le allergie.