SpillOver. Una piattaforma per monitorare i virus che rischiano di fare il salto di specie

La piattaforma

SpillOver. Una piattaforma per monitorare i virus che rischiano di fare il salto di specie

Per ora se ne stanno tranquilli nel loro habitat, non hanno mai infettato un essere umano e tantomeno provocato epidemie. Ma alcuni virus, più di altri, sembrano pronti al salto di specie. La piattaforma open source SpillOver li classifica in base al rischio di provocare nuove epidemie

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Immagine: Andy Morffew / Flickr (https://www.flickr.com/photos/andymorffew/16322859359)
di redazione

Coronavirus 229E, ceppo del pipistrello. È uno dei virus più quotati per lo spillover, il salto di specie da animale a essere umano. Per ora si aggira innocuo tra i pipistrelli dell’Africa centrale, non ha mai infettato alcun Homo sapiens (nessun caso di zoonosi registrato), né tantomeno ha causato epidemie tra gli esseri umani. Ma gli scienziati dell’Università della California Davis lo hanno messo in cima alla lista dei nuovi virus animali che potrebbero trasformarsi in virus trasmissibili da uomo a uomo, proprio come, molto probabilmente, ha fatto Sars-Cov-2. La probabilità per il Coronavirus 229E di fare il salto di specie è data a 81 su 155. Segue un altro coronavirus dei pipistrelli, Rousettus bat coronavirus HKU9, con un rischio di spillover di 80 su 155. Tantissime altre previsioni si trovano sulla piattaforma web SpillOver, uno strumento interattivo open source  ideato dagli scienziati americani per avere il polso delle possibili minacce alla salute pubblica dovute a nuove infezioni di origine animale.  Chiunque voglia conoscere il rischio di spillover di un determinato virus può digitare il nome del sospettato e avere in risposta il calcolo delle probabilità per il salto di specie. È possibile anche eseguire ricerche per singolo Paese. 

Gli scienziati hanno classificato 889 virus presenti negli animali in base alla loro pericolosità pandemica. I primi 12 posti della lista sono occupati dai virus che hanno già compiuto il salto di specie. Tra questi c’è Sars-Cov-2, Ebola, Lassa virus, Nipah virus. 

«SARS-CoV-2 è solo un esempio di molte migliaia di virus là fuori che possono propagarsi dagli animali all’uomo. Dobbiamo non solo identificare, ma anche dare la priorità alle minacce virali con il maggior rischio di spillover prima che si verifichi un'altra devastante pandemia. Il nostro strumento di classificazione del rischio virale SpillOver è il punto di partenza per la creazione di soluzioni preventive», ha dichiarato Zoë Grange, a capo del progetto. 

Una schermata del portale SpillOver (https://spillover.global)

SpillOver usa lo stesso sistema di calcolo del rischio utilizzato dalle banche e dalle compagnie di assicurazioni. Il calcolo probabilistico , basato su 32 parametri chiave (caratteristiche dell’ospite, conformazione dell’ambiente, vicinanza con gli esseri umani ecc…) permette di classificare i virus a seconda del livello di pericolosità suggerendo così agli esperti di salute pubblica una priorità nelle operazioni di monitoraggio. 

La piattaforma messa a punto dagli scienziati californiani è in continua evoluzione. Nuovi dati possono essere inseriti dai ricercatori grazie all’applicazione “Rank your virus”.

«Questo strumento ha lo scopo di avviare uno scambio di informazioni a livello globale che ci consentirà di andare ben oltre il modo in cui pensavamo di classificare i virus in passato e permetterà  una collaborazione scientifica in tempo reale per identificare tempestivamente nuove minacce. SpillOver può aiutare a far progredire la nostra comprensione dei pericoli alla salute provocati dai virus e consentirci di intervenire per ridurre il rischio di spillover prima che le scatenarsi le pandemie», ha dichiarato Jonna Mazet della UC Davis School of Veterinary Medicine che ha perso parte al progetto.