Strano ma vero: il cellulare aiuta la concentrazione. Ma solo se è vietato usarlo

L’esperimento

Strano ma vero: il cellulare aiuta la concentrazione. Ma solo se è vietato usarlo

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«Quali sono i costi psicologici e fisiologici dell'esercizio dell'autocontrollo con il telefono cellulare?», si sono chiesti i ricercatori
di redazione

Incombe sempre. Spento, acceso, silenziato, schermo in su, schermo in giù, vicino o lontano, il cellulare condiziona i nostri comportamenti e i nostri pensieri. Non serve usarlo, basta averlo nei paraggi per esserne influenzati. E non sempre in modo negativo. Anzi avere il cellulare a disposizione ma non poterlo usare aumenta la concentrazione. Lo ha dimostrato uno studio condotto da Dave Markowitz, professore della School of Journalism and Communication della Stanford University pubblicato su Plos One

Lo scopo della ricerca era scoprire come reagisce il cervello quando il cellulare non è a portata di mano, oppure è accessibile ma non può essere utilizzato. 

«La necessità di autocontrollarsi nell’uso dei cellulari è dovuta a norme sociali (ad esempio, non utilizzare il telefono durante una riunione), o a limitazioni della tecnologia (ad esempio, assenza di segnale o batteria scarica) o a problemi di sicurezza (ad esempio, non utilizzare il telefono mentre guida). In queste situazioni, le persone devono mettere da parte il loro desiderio e usare la forza di volontà per concentrare le risorse psicologiche altrove. Quali sono i costi psicologici e fisiologici dell'esercizio dell'autocontrollo con il telefono cellulare?», scrivono i ricercatori riassumendo in poche righe lo scopo dello studio. 

È bastato un semplice esperimento per avere la risposta. I 125 partecipanti reclutati per lo studio sono stati divisi in tre gruppi e invitati a restare seduti in una stanza vuota per un periodo di tempo a loro ignoto (6 minuti): il primo gruppo poteva usare il telefonino, il secondo doveva lasciare i cellulari fuori dalla stanza, il terzo aveva a disposizione il cellulare ma non poteva usarlo. 

I ricercatori hanno monitorato le condizioni emotive dei partecipanti attraverso uno strumento ad hoc che misura l’attività elettrodermica della pelle, un parametro indicativo della variazione della sudorazione del corpo. Attraverso una serie di questionari, gli scienziati hanno raccolto anche informazioni sull’umore, sul livello di rilassamento e sulla capacità di concentrazione nelle tre diverse situazioni. 

Ebbene, dalle due analisi è emerso che le persone private del cellulare erano psicologicamente più a disagio, avevano maggiori difficoltà di concentrazione ed erano più inclini a distrarsi viaggiando con la mente da un pensiero a un altro rispetto a chi aveva il permesso di usare il telefono. 

Ma il risultato più interessante è un altro: le persone che erano state invitate a resistere alla tentazione di prendere in mano il proprio cellulare, posizionato con a faccia in giù su una scrivania bene in vista, dichiaravano di essere rimasti più concentrati di tutti gli altri. 

«La scoperta sorprendente per me è stata la minore difficoltà di concentrazione delle persone che hanno dovuto resistere all'uso del telefono», ha dichiarato Markowitz. 

Sorprendente è anche il fatto che le persone lasciate senza telefono trovassero più difficile incanalare i pensieri in assenza di stimoli esterni. Mentre le persone che erano state invitate a non usare il telefonino individuavano più facilmente qualcosa di specifico a cui pensare, anche loro in assenza di suggerimenti esterni. È come se il cervello, in quest’ultimo caso, venisse mantenuto attivo e concentrato nello sforzo dell’autocontrollo.