Per lo sviluppo emotivo del bambino è cruciale il primo anno di vita

Lo studio

Per lo sviluppo emotivo del bambino è cruciale il primo anno di vita

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Immagine: By University of Exeter from United Kingdom (Science in the SquareUploaded by AlbertHerring), via Wikimedia Commons
di redazione

Il primo anno di vita è un periodo cruciale per lo sviluppo delle competenze emotive e cognitive. Un gruppo di ricercatori americani ha dimostrato che la corretta evoluzione dei circuiti cerebrali nei primi 12 mesi  di vita determina sia il quoziente di intelligenza che la maturità emotiva già nei bambini di quattro anni. Lo studio è stato pubblicato su Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging.

Dalle immagini della risonanza magnetica di 233 bambini, gli scienziati del Cedars-Sinai di Los Angeles e dell’University of North Carolina Chapel Hill hanno scoperto  che il livello di crescita dei circuiti cerebrali associati alle emozioni nella primissima infanzia può predire ansia e anomalie comportamentali nei bambini più grandi e negli adulti. L’attenzione degli scienziati si è concentrata sull’amigdala l’area cerebrale cruciale per il controllo delle emozioni.

«Attraverso le immagini della risonanza magnetica - ha dichiarato Wei Gao,  principale autore dello studio - lo studio dimostra che i circuiti del cervello essenziali per la regolazione emotiva negli adulti sono assenti nei neonati ma emergono intorno a uno o due anni di vita fornendo le basi per un corretto sviluppo emotivo». 

Monitorando lo sviluppo dei circuiti cerebrali nel primo anno di vita si possono predire anomalie nella formazione dell’intelligenza emotiva. 

Un anomalo funzionamento dell’amigdala è associato a disturbi come depressione, ansia e schizofrenia negli adulti. 

I risultati dello studio che fanno risalire lo sviluppo del sistema di controllo emotivo al primo anno di vita forniscono importanti indizi su quando lo sviluppo atipico può portare a effetti duraturi su emozione e cognizione più avanti nella vita.

«Se confermati in studi futuri - ha detto John Gilmore -  i risultati suggeriscono che potrebbe essere possibile identificare i bambini a rischio di difficoltà comportamentali associate a disturbi psichiatrici molto presto nella vita, consentendo un intervento precoce per ridurre il rischio e migliorare i risultati comportamentali a lungo termine».