Telethon: «Ancora pochi fondi alla ricerca sulle malattie rare»

Audizione alla Camera

Telethon: «Ancora pochi fondi alla ricerca sulle malattie rare»

di redazione

«Stiamo vivendo un momento importante per i pazienti affetti da malattie rare e l’attenzione che oggi il mondo politico da più parti sta dimostrando nei loro confronti è per certo una innegabile conquista di civiltà. Le terapie avanzate sono una fondamentale e concreta opportunità per il Paese, non solo per curare i pazienti, ma anche per eccellere a livello internazionale, facendo diventare l’Italia un reale punto di riferimento grazie all’altissimo livello raggiunto dai nostri clinici. Il fatto che l’Italia venga internazionalmente riconosciuta come eccellenza, ci porta ad avere un vantaggio competitivo che le parti politiche dovrebbero accogliere con grande stimolo positivo e disponibilità, prevedendo risorse stabili e adeguate al reale fabbisogno della ricerca biomedica italiana, oggi non finanziato per carenza di fondi».

Sono questi le luci della ricerca sulle malattie rare illustrate dal direttore generale di Fondazione Telethon Francesca Pasinelli in audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’ambito delle proposte di legge a sostegno della ricerca e della cura delle malattie rare. 

Non mancano tuttavia le ombre. 

«Per la ricerca sulle malattie rare - ha aggiunto Pasinelli - è necessario un approccio organico e una strategia condivisa a livello nazionale in linea con le raccomandazioni europee, che preveda coperture adeguate e costanti, anche attraverso migliori incentivi fiscali, e favorisca la collaborazione e la partecipazione di tutte le strutture del Servizio Sanitario, delle Università, degli Istituti di Ricerca e degli enti non-profit, evitando parcellizzazioni, duplicazioni e discontinuità che hanno caratterizzato troppo spesso gli interventi in tale ambito».

Per questo Fondazione Telethon ha richiesto un cambio di strategia che preveda un sistema di incentivi fiscali sotto forma di credito d’imposta che possa attrarre maggiori fondi nell’ambito della ricerca sulle malattie rare, non solo da parte delle imprese farmaceutiche. Questo tipo di misura può, di buon grado, essere definito troppo urgente rispetto ai tempi di un esame parlamentare. Un segnale concreto sarebbe auspicabile, già nell’immediato, tramite la possibilità di proporre un emendamento al testo di bilancio 2020, volto a istituire un credito d’imposta a sostegno degli stanziamenti in progetti di ricerca clinica e preclinica finalizzata allo sviluppo di protocolli terapeutici o alla produzione dei farmaci orfani, sia per gli enti di ricerca che per i privati che ne sosterranno il finanziamento. Inoltre, secondo Telethon sarebbe fondamentale l’istituzione di bandi di ricerca “aperti” espressamente dedicati alle malattie rare, senza ambito geografico o preclusioni. Per evitare una frammentazione negli investimenti, già verificatasi in alcuni dei bandi indetti negli ultimi anni, sarebbe auspicabile una strategia condivisa a livello del sistema Paese.

Infine, un allargamento del panel di screening neonatale e percorsi diagnostici. L’Italia ha raggiunto risultati di altissimo livello nella ricerca dedicata alle malattie rare, per questo motivo, nei prossimi anni, diventa di fondamentale importanza indirizzare investimenti significativi allo sviluppo di terapie avanzate; la crescita del consenso intorno a quest’area di ricerca sarà cruciale per garantire l’accesso alla cura a un numero sempre maggiore di persone. Per non disperdere i risultati ottenuti serve, parallelamente, continuare ad investire in programmi di medicina preventiva, allargando rapidamente il panel di malattie oggetto dello screening neonatale esteso, includendo tutte le patologie rare per cui oggi è disponibile – o in fase di sviluppo avanzato – una terapia.