Trasfusioni addio: in futuro le piastrine potrebbero essere prodotte in laboratorio da cellule staminali

La scoperta

Trasfusioni addio: in futuro le piastrine potrebbero essere prodotte in laboratorio da cellule staminali

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Più sicure e tollerate di quelle trasfuse da un donatore, le piastrine prodotte in laboratorio potrebbero essere una risorsa preziosa per i pazienti affetti da piastrinopenia
di redazione

Oggi l’unica possibilità è una trasfusione di sangue, ma in futuro la carenza di piastrine potrebbe venire risolta in altro modo. Un gruppo di ricercatori giapponesi ha trovato il sistema di creare in laboratorio piastrine umane partendo da cellule staminali derivate da tessuto adiposo. La scoperta, annunciata sulla rivista Blood, potrebbe rivoluzionare la cura della piastrinopenia. 

Esistono molte condizioni in cui la conta delle piastrine, cellule del sangue responsabili del processo di coagulazione, può ridursi a livelli pericolosi con rischio di emorragie fatali (tumori, malattie infettive, patologie autoimmuni). 

Ogni anno nel mondo vengono trasfuse 4,5 milioni unità di piastrine plasmatiche. Ma le piastrine di un donatore umano hanno una durata di conservazione inferiore a una settimana; inoltre non è può essere escludeso completamente il rischio di rigetto da parte del sistema immunitario. 

Presto tutto ciò potrebbe appartenere al passato: un team di scienziati della Keio University School of Medicine di Tokyo, guidato da Yumiko Matsubara, ha ricavato dal tessuto adiposo una linea di cellule staminali che ha prodotto piastrine funzionanti in solo 12 giorni. 

Il donatore umano potrebbe quindi essere sostituito in futuro da piastrine prodotte in laboratorio sicure, ben tollerate e disponibili nelle quantità necessarie. 

La scoperta è avvenuta in maniera casuale. I ricercatori in un primo tempo stavano cercando di ricavare le piastrine dalle cellule staminali pluripotenti indotte (iPS). Mentre erano impegnati in questa operazione hanno notato un processo interessante nelle cellule derivate da tessuto adiposo, utilizzate come controllo nell’esperimento, ovvero come quell’elemento dell’esperimento in cui non si sarebbe dovuto verificare l’effetto cercato. 

Inaspettatamente queste cellule adipose avevano prodotto cellule simili a megacariociti (cellule del midollo osseo responsabili della produzione di piastrine) che esprimevano diversi geni coinvolti nella produzione di piastrine. Così i ricercatori si sono messi in cerca di un metodo per indurre le cellule staminali derivate da tessuto adiposo a produrre piastrine. E, dopo esserci riusciti, hanno condotto una serie di test per valutare se le piastrine prodotte in laboratorio funzionassero in modo simile alle piastrine umane. Trovando molte somiglianze tra piastrine naturali e artificiali. Innanzitutto le piastrine prodotte in laboratorio contenevano le tipiche proteine presenti sulla superficie delle piastrine umane e gli altrettanto tipici granuli fondamentali per il processo di coagulazione.

Ma le similitudini finiscono qui. Nelle simulazioni di laboratorio e in esperimenti sui topi, i ricercatori hanno osservato che le piastrine artificiali si radunano in gruppi per formare coaguli esattamente come quelle naturali. 

«Questa ricerca dimostra che le piastrine possono essere prodotte da cellule derivate da tessuto adiposo con un metodo piuttosto semplice -  ha affermato Matsubara - Ora che abbiamo individuato un efficiente processo produttivo per produrre un gran numero di piastrine derivate da tessuto adiposo, abbiamo in programma di eseguire studi preclinici utilizzando modelli animali per dimostrare l’efficacia e la sicurezza della procedura, seguiti da studi clinici su pazienti umani».