Tumore al seno: obesità e sovrappeso riducono l’efficacia della chemio

Lo studio

Tumore al seno: obesità e sovrappeso riducono l’efficacia della chemio

Il docetaxel funziona meno se il peso è eccessivo. Colpa del grasso che potrebbe assorbire parte del farmaco prima che riesca a raggiungere il tumore

PICC_Line_and_IV_Placement.jpg

Immagine: Jakembradford / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
di redazione

Il trattamento con docetaxel, un comune farmaco chemioterapico usato per il cancro al seno, potrebbe essere meno efficace nelle donne sovrappeso o obese. È quanto ha scoperto un team di ricercatori della KU Leuven (Belgio), dell'Università degli Studi di Milano e dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT). Lo studio, sostenuto anche dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Il team dei ricercatori ha analizzato i dati di una sperimentazione clinica su oltre 2800 pazienti con carcinoma mammario che coprono un periodo di oltre un decennio. Le pazienti sono state trattate con una combinazione di farmaci chemioterapici con o senza docetaxel, uno fra i chemioterapici più utilizzati al mondo. 

È emerso che le pazienti sovrappeso e obese la cui terapia comprendeva il docetaxel hanno avuto esiti peggiori rispetto a quelle normopeso;  questa  differenza non si osserva nelle pazienti sottoposte a chemioterapia senza docetaxel. «Il docetaxel è un farmaco lipofilo: il grasso corporeo potrebbe assorbire parte del farmaco prima che riesca a raggiungere il tumore», spiega la prima firmata dello studio Christine Desmedt che dirige il laboratorio per la ricerca traslazionale sul cancro al seno all’Università di Leuven in Belgio. 

Questi risultati, ora, potrebbero riscrivere i protocolli per il trattamento per il cancro al seno. «Se la ricerca di follow-up dovesse confermare che i risultati sono legati esclusivamente alle caratteristiche farmacologiche del docetaxel, tali conclusioni varrebbero probabilmente anche per altri tipi di tumore. Ci chiediamo inoltre se altri chemioterapici della stessa famiglia possano avere un effetto analogo. Per definire nuovi protocolli di terapia mirati a chi non fosse normopeso occorrono però ulteriori ricerche,Il pubblico deve anche essere meglio informato sul legame tra BMI e tumore al seno».

«Nel mondo della medicina e della ricerca, dobbiamo dedicare maggiore attenzione agli effetti dell'obesità su biologia, progressione del tumore al seno ed efficacia delle terapie», sottolinea Elia Biganzoli dell'Unità di Statistica Medica e del CRC in Data Science dell'Università degli Studi di Milano, attivo anche presso l'Istituto Nazionale dei Tumori. «C'è ancora molto lavoro da fare in quest’ambito».