Tumori, un unico farmaco per due bersagli

Lo studio

Tumori, un unico farmaco per due bersagli

Obiettivo: fermare le modifiche epigenetiche che trasformano una cellula sana in una tumorale
redazione

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Si apre una nuova frontiera nella ricerca di farmaci antitumorali. Un gruppo di scienziati sostenuto da Airc sta lavorando allo sviluppo di molecole dalla duplice azione capaci di colpire con un solo proiettile due obiettivi

Un solo proiettile per due bersagli. È la nuova frontiere della ricerca sui farmaci antitumorali a cui stanno lavorando i ricercatori dell’Università di Pavia, de La Sapienza di Roma, della Johns Hopkins University e della Boston University in un progetto sostenuto dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc). 

L’obiettivo dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Communications, è ambizioso: concepire farmaci “duali” capaci di colpire con una sola molecola due obiettivi cruciali, quelli cioè responsabili delle modifiche epigenetiche che contribuiscono alla trasformazione di una cellula sana in una tumorale. 

Per comprendere l’importanza della ricerca bisogna però fare un passo indietro. Le cellule accendono e spengono i geni mediante modifiche chimiche che alterano la forma tridimensionale che assumono il Dna e le proteine a esso legate. Queste modifiche, dette epigenetiche, sono continuamente aggiunte e rimosse, e sono anche al cuore della progressiva trasformazione di una cellula sana in una tumorale. Non solo le modifiche epigenetiche contribuiscono alla capacità dei tumori di crescere indefinitamente, ma rendono le cellule tumorali capaci di resistere e sopravvivere alle terapie.

La ricerca di farmaci che agiscano selettivamente sui processi epigenetici ha fatto molti progressi negli ultimi anni. Queste molecole funzionano come degli interruttori che interrompono il processo alterato e ristabiliscono il corretto funzionamento del sistema. Proprio come succede quando viene resettatto un computer andato in tilt. 

Alcuni farmaci epigenetici sono già in uso, come i cosiddetti inibitori delle istone-deacetilasi, già impiegati per il trattamento di alcuni linfomi. Più recentemente sono entrate in una fase avanzata di sperimentazione clinica alcune molecole che agiscono sulle istone-demetilasi e che hanno mostrato risultati promettenti nel trattamento di alcune leucemie. 

Ora per la prima volta, dopo oltre dieci anni di studio, il gruppo di ricerca sostenuto da Airc  è riuscito a sviluppare delle molecole ad azione duale che agiscono contro due bersagli distiniti ma vicini nello spazio, demetilasi e deacetilasi, enzimi responsabili dell’aggiunta di modifiche chimiche che accendono e spengono molti geni che controllano la proliferazione cellulare. Queste molecole ad azione duale “antidemetilasi & antideacetilasi” hanno mostrato una potente azione antitumorale contro le cellule di melanoma. 

I risultati ottenuti sono ovviamente un primo passo, ma l’idea di poter colpire “due piccioni con una fava” sembra vincente e potenzialmente applicabile ad altri tipi di tumore. Con questo studio si are una nuova frontiera nella ricerca dei farmaci epigenetici.