Una proteina alleata della chemio

Cancro

Una proteina alleata della chemio

di redazione

Ripristinando i livelli cellulari della proteina TRIM8 nei casi di tumore renale a cellule chiare, queste diventano sensibili all’azione dei chemioterapici e la proliferazione tumorale viene bloccata in modo significativo.

La scoperta è frutto dello studio condotto dall’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di Bari in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto di biomembrane e bioenergetica dello stesso Cnr, delle Università del capoluogo pugliese e di Foggia e del Centro di ricerca di cancerologia di Lione. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Oncotarget.

Il carcinoma renale è un tumore frequente nei Paesi occidentali e resistente alla chemio e alla radioterapia: ogni anno vengono diagnosticati in Europa circa 86 mila nuovi casi e in Italia 8.200, di cui 5.600 uomini e 2.600 donne.

«Abbiamo scoperto che nei carcinomi renali a cellule chiare i livelli cellulari della proteina TRIM8 diminuiscono drasticamente - spiega Apollonia Tullo, coordinatrice del lavoro - e questa diminuzione sarebbe responsabile della mancata attivazione dell’oncosoppressore p53, gene che codifica la proteina principalmente coinvolta nell’esecuzione dell’arresto della proliferazione cellulare e dell’apoptosi o “morte cellulare programmata”, indotta dai chemioterapici».

Il carcinoma renale a cellule chiare, precisa la ricercatrice, è il tipo di cancro al rene più comune negli adulti ed è notoriamente resistente alla radioterapia e alla chemioterapia perché, pur riportando raramente una mutazione nel gene p53, presenta alterazioni in altre proteine che regolano l’attività e la stabilità di quel gene.

La scoperta «apre promettenti prospettive terapeutiche sia per i pazienti affetti da carcinoma renale, che in generale per altri tumori che resistono all’azione dei chemioterapici – aggiunge Tullo - perché aggiunge un nuovo tassello alla comprensione dei meccanismi di arresto della proliferazione tumorale in risposta ai chemioterapici».