L’uso prolungato di antibiotici aumenta il rischio di tumori intestinali

Lo studio

L’uso prolungato di antibiotici aumenta il rischio di tumori intestinali

Una prolungata terapia antibiotica tra i 40 e i anni aumenta del 69 per per cento il rischio di sviluppare adenomi colonrettali che possono degenerare in tumori. L’invito degli scienziati, ancora una volta, è di limitare il più possibile l’uso di antibiotici
redazione

Finora gli studi scientifici avevano fornito solamente forti sospetti, mancava la conferma dei grandi numeri. L’associazione tra l’assunzione prolungata di antibiotici e il rischio di sviluppare tumori intestinali era infatti stata ipotizzata sulla base di osservazioni di breve periodo. Ora un gruppo di ricercatori americani presenta sulla rivista Gut un bagaglio di dati così pesante da lasciare pochi dubbi. Gli scienziati hanno ricavato le informazioni utili al loro studio dai database del Nurses Health Study, uno dei più ampi monitoraggi della salute femminile per individuare i fattori di rischio delle malattie croniche che ha coinvolto 121.700 infermiere americane che avevano un’ età tra 30 e i 55 anni all’epoca in cui lo studio è iniziato. I ricercatori partivano avvantaggiati: avevano infatti a disposizione tutte le risposte ai questionari sulle malattie, lo stile di vita, le abitudini alimentari e il consumo di medicinali raccolte ogni due anni all’interno del Nurses Health Study. La loro attenzione si è però concentrata su un gruppo di 16.642 donne particolarmente utile al loro scopo perché erano in grado di fornire un dettagliato resoconto del loro consumo di antibiotici tra i 20 e i 59 anni e inoltre erano state sottoposte almeno a una colonscopia. 

Durante il periodo di osservazione, dal 2004 al 2010, sono stati individuati nel gruppo di donne analizzato 1.195 adenomi colorettali, pericolosi polipi precursori del cancro. Incrociando i dati del consumo di antibiotici con i risultati delle indagini diagnostiche e gli esami istologici,  i ricercatori hanno osservato che un uso prolungato dei medicinali antibatterici nel passato era associato ad un aumento dei casi di adenomi. Molto dipende anche dall’età in cui è stata seguita la terapia. In confronto alle infermiere che non avevano assunto antibiotici per lunghi periodi, coloro che avevano seguito una terapia per due o più mesi  tra i 20 e i 30 anni avevano il 36 per cento di probabilità in più di trovare nel referto della colonscopia una diagnosi di adenoma. Un rischio ancora maggiore lo corre chi tra i 40 e i 50 anni assume a lungo i medicinali contro le infezioni batteriche: in questo caso le probabilità aumentano del 69 per cento rispetto a chi non ha dovuto sottoporsi alle stesse cure. 

Alla luce di questi dati, Andrew T. Chan, della Clinical and Translational Epidemiology Unit presso il Massachusetts General Hospital di Boston, e colleghi ritengono che ci sia «una plausibile spiegazione biologica per l’associazione individuata». Ed ecco quale sarebbe, secondo loro: gli antibiotici alterano la flora intestinale, il microbioma, riducendo il numero e la diversità dei batteri, indebolendo in questo modo le difese contro i batteri “cattivi” ed esponendo l’intestino alla formazione di polipi che possono degenerare in tumori. Ma non si può escludere l’ipotesi inversa: le patologie che richiedono gli antibiotici potrebbero indurre infiammazioni che sono un fattore di rischio noto nello sviluppo del cancro intestinale. Comunque sia, l’invito degli scienziati è perfettamente in linea con le raccomandazioni ripetute a più non posso dalla comunità scientifica:  limitare il più possibile l’uso degli antibiotici. 

«Questi risultati, se verranno confermati - dicono gli autori dello studio - suggeriscono la necessità di limitare l’uso di antibiotici e delle fonti di infiammazione che possono condurre alla formazione dei tumori». 

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