Vaccinarsi è facile come mangiare una caramella

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Vaccinarsi è facile come mangiare una caramella

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La tecnologia ha dimostrato la sua efficacia con i vaccini contro Ebola e H1N1 e potrebbe rivelarsi preziosa in una campagna globale di immunizzazione contro il nuovo coronavirus. Immagine: © UT Austin
di redazione

Ora come ora non c’è traguardo più ambito dai ricercatori di tutto il mondo: individuare un vaccino efficace contro il nuovo coronavirus Sars-Cov 2. Ma il passo successivo è altrettanto importante: produrlo e distribuirlo in tutto il mondo. Questo passeggio è decisivo. Dal sistema di somministrazione del vaccino dipende infatti quante persone potranno accedervi senza difficoltà.

Forse non sarà usata per il vaccino contro Covid-19, ma dal mondo della ricerca arriva una nuova tecnologia messa a punto all’Università del Texas a Austin che potrebbe rivoluzionare il campo delle vaccinazioni permettendo di distribuirli in tutto con maggiore facilità.

I nuovi vaccini potrebbero infatti presentarsi sotto forma di una piccola ostia trasparente ingeribile che mantiene le sue proprietà anche a temperatura ambiente. Un doppio vantaggio: non ci sarebbe bisogno né di iniezioni né di sistemi di refrigerazione. Il supporto potrebbe funzionare per diversi tipi di vaccino,

I ricercatori che hanno sviluppato la metodica e l'hanno descritta su Science Advances, sostengono inoltre che i materiali per realizzare la sottile pellicola non sono particolarmente costosi e che il processo di produzione è semplice. Insomma, sarebbe la soluzione perfetta per rendere accessibile i vaccini, compreso un eventual vaccino contro il nuovo coronavirus, al maggior numero di persone possibile. 

I ricercatori avevano iniziato a lavorare al progetto nel 2007 su richiesta dei National Institutes of Health. L’obiettivo era quello di realizzare un sistema di somministrazione dei vaccini senza aghi e facilmente conservabile. A ispirarli è stato un documentario che mostrava la capacità dell’ambra di conservare intatti per milioni di anni frammenti di Dna e altri elementi biologici. Così gli scienziati si sono messi in cerca di una nuova ricetta per “caramelle” capaci di conservare materiale biologico per un lungo periodo di tempo.  Dopo circa 450 tentativi falliti, il team di ricerca ha finalmente individuato la formula perfetta per realizzare una pellicola che potesse ospitare e preservare microrganismi con potenzialità immunitarie. La piattaforma, una piccola ostia trasparente, può adattarsi a diversi tipi di vaccini. 

«Una volta che conosciamo le qualità specifiche di un candidato al vaccino, possiamo adattare i componenti della pellicola per soddisfare requisiti richiesti, inserendolo e sigillandolo all'interno del film in modo da permettergli di resistere agli sbalzi di temperatura estremi e di rilasciare i componenti del vaccino in modo preciso e controllato», ha spiegato Maria A. Croyle  a capo dello studio. 

La tecnologia ha dimostrato la sua efficacia con i vaccini contro Ebola e H1N1 e potrebbe rivelarsi preziosa in una campagna globale di immunizzazione contro il nuovo coronavirus. 

Uno dei grandi vantaggi di questo supporto è la possibilità di trasportarlo e conservarlo a temperatura ambiente senza rischiare di degradare il farmaco. La somministrazione per via orale poi renderebbe la procedura di immunizzazione molto più semplice e accettata. Ci sarebbe anche un notevole risparmio economico dato che il 40 per cento dei costi delle campagne di immunizzazione deriva dal sistema di conservazione e somministrazione dei farmaci.  Senza trascurare, infine, i vantaggi ecologici della rinuncia alle siringhe. Anche l’ambiente ne gioverebbe.