Un vaccino contro il batterio killer. Positivi i primi test per prevenire le infezioni da Stafilocco aureo

La speranza

Un vaccino contro il batterio killer. Positivi i primi test per prevenire le infezioni da Stafilocco aureo

MRSA.jpg

Nel 2015 in Europa ci sono stati casi 144mila casi di infezione da stafilococco. Complessivamente in Europa muoiono ogni anno 33mila persone a causa di infezioni provocate da germi resistenti agli antibiotici. Un terzo dei decessi avviene in Italia
di redazione

Prevenire, invece che curare, intervenire a priori piuttosto che a posteriori. Forse per combattere i super-batteri è necessaria una piccola rivoluzione: piuttosto che dannarsi nella ricerca di nuovi antibiotici efficaci contro i ceppi resistenti alle attuali terapie, perché non puntare a un vaccino che impedisca l’insorgere dell’infezione? Insomma, perché non tentare di agire a valle, quando a monte è tanto difficile?

Questa strada alternativa è stata tentata da un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland di Baltimora che ha condotto i primi esperimenti di un vaccino contro lo Staphylococcus aureus su topi e conigli ottenendo risultati promettenti. L’80 per cento degli animali ha sviluppato l’immunità nei confronti del temutissimo batterio responsabile di 30mila morti l’anno negli Stati Uniti. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Infection and Immunity, la rivista dell’American Society for Microbiology.

Tutti i danni di S.aureus

«Una vaccinazione efficace sarebbe di enorme utilità nei pazienti che devono essere sottoposti a un intervento chirurgico, specialmente per quelli di tipo cardiovascolare o ortopedico in cui vengono impiantati dispositivi all’interno dell’organismo», ha dichiarato Janette M. Harro, a capo dello studio. Le parti del corpo toccate dal bisturi sono particolarmente esposte al rischio di infezioni e rappresentano il 20 per cento delle infezioni ospedaliere. Nella maggior parte dei casi, responsabile dell’infezione è lo Stafilococco aureo che può dar luogo a ceppi resistenti (Mrsa) impossibili da debellare con gli antibiotici a disposizione. Il fenomeno della resistenza che ha vanificato in poco tempo i progressi della medicina degli ultimi 50 anni è continuamente in crescita. Secondo una recente indagine del Lancet  nel 2015 in Europa ci sono stati casi 144mila casi di infezione da stafilococco in confronto ai 113mila del 2007. Le fasce di popolazione più colpite sono gli anziani e i bambini. Lo stafilococco non è l’unico nemico invincibile. Complessivamente in Europa muoiono ogni anno 33mila persone a causa di infezioni provocate da germi resistenti agli antibiotici. Un terzo dei decessi avviene in Italia, che insieme alla Grecia è il Paese con il più alto tasso di infezioni da batteri resistenti in Europa.

Il vaccino sarebbe una salvezza

Il nuovo vaccino testato per ora solo sugli animali si è rivelato promettente. L’80 per cento dei topi immunizzati è sopravvissuto e i due terzi di essi hanno eliminato l’infezione rispetto al 10 per cento del gruppo di controllo. Negli esperimenti su conigli si sono ottenuti risultati simili. I ricercatori hanno iniettato l’agente patogeno nel midollo osseo della tibia degli animali restando in attesa di scoprire l’impatto dell’infezione sugli individui vaccinati. Ebbene, dopo 24 giorni dall’infezione, circa due terzi degli animali avevano eliminato il batterio. Nessun animale del gruppo di controllo era riuscito a fare altrettanto. 

Non solo: i conigli vaccinati mostravano piccole o inesistenti lesioni nelle ossa in confronto agli animali non vaccinati sulle cui ossa erano ben visibili fori causati dall’infezione. 

Superare l’ostacolo del biofilm 

Lo stafilococco è responsabile di una vasta gamma di malattie come batteriemia (presenza di batteri nel sangue), sepsi, infezioni della pelle e dei tessuti molli, endocardite da polmonite e osteomielite (infezione ossea) e presenta un alto tasso di mortalità, stimato tra il 20-30 percento nei pazienti con batteriemia. Questa azione ad ampio raggio si deve al fatto che l’agente patogeno in questione possiede ben 70 fattori di virulenza, ovvero tutte quelle che caratteristiche che favoriscono la patogenicità  di  un microroganismo. Uno dei principali fattori di virulenza di S.aureus è la formazione di biofilm, lo strato di batteri che aderisce alla superficie dei tessuti creando una barriera protettiva che gli antibiotici non riescono a penetrare.  Tra i luoghi preferiti dai biofilm ci sono le protesi o i dispositivi cardiaci. 

Il vaccino sviluppato dai ricercatori riconosce cinque proteine differenti di S.aureus, quattro delle quali sono presenti nel biofilm e prendendole di mira riesce ad attaccare la barriera di batteri che respinge gli antibiotici.

Questo studio apre le porte alla possibilità di combattere infezioni tanto pericolose agendo sul sistema immunitario. Se i risultati sugli animali venissero confermati sugli esseri umani, la medicina moderna riacquisterebbe il potere che ultimamente ha perso nella lotta ai super batteri.