Un vaccino contro l’herpes genitale. Nei test sugli animali è efficace quasi nel 100% dei casi

Prevenzione

Un vaccino contro l’herpes genitale. Nei test sugli animali è efficace quasi nel 100% dei casi

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Il nuovo vaccino stimola tre tipi di anticorpi: uno impedisce al virus di entrare nelle cellule, gli altri due si accertano che il virus non metta fuori uso le naturali difese del sistema immunitario.
di redazione

Più protetti di così non si può. Un nuovo vaccino contro l’herpes genitale testato sui topi ha ottenuto la cosiddetta “immunità sterilizzante”, una risposta immunitaria che previene completamente il sopravvenire di un’infezione. Lo studio è stato pubblicato su Science Immunology. I ricercatori hanno somministrato il vaccino a 64 topi che sono stati poi esposti all’Hsv-2 il virus dell’herpes genitale, l’infezione sessualmente trasmissibile più diffusa. Dopo 28 giorni dall’iniezione, tutti gli animali, a eccezione di uno, avevano raggiunto l’immunità sterilizzante: non c’era alcuna traccia di infezione successivamente al contatto con il virus. L’unico esemplare non completamente immunizzato, aveva contratto il virus in forma dormiente e non presentava alcun sintomo della malattia.  

L’esperimento è stato ripetuto su 10 porcellini d’India, animali con una risposta all’infezione da herpes simile a quella umana. Ebbene, anche questa volta nessun animale aveva sviluppato lesioni genitali tipiche dell’infezione, con solamente due casi di infezione silente senza rischio di trasmissione del virus. 

Seguendo la stessa procedura adottata nelle immunoterapie, i ricercatori hanno introdotto nei vaccini specifiche molecole di Rna messaggero (mRna) capaci di sviluppare le proteine per una risposta immunitaria più potente. 

Questo vaccino stimola tre tipi di anticorpi: uno impedisce al virus di entrare nelle cellule, gli altri due si accertano che il virus non metta fuori uso le naturali difese del sistema immunitario.  

L’azione sul doppio fonte distingue questo vaccino dagli altri precedenti basati esclusivamente sulla strategia del respingimento dell’ingresso del virus, vaccini che si erano rivelati capaci solamente di ritardare l’insorgere dell’infezione senza garantire una protezione completa.

«Siamo estremamente incoraggiati dall’effetto immunizzante del nostro vaccino sugli animali. Forti di questi risultati, speriamo che il vaccino possa essere testato in studi sugli umani per valutarne l’efficacia e la sicurezza», dicono i ricercatori. 

L’Hsv-2, noto come herpes genitale, colpisce circa l’11 per cento delle persone tra i 14 e i 59 anni nel mondo. Oltre ad essere molto fastidiosa per le lesioni che provoca, l’infezione aumenta da tre a quattro volte il rischio di contrarre l’Hiv. 

Le donne incinte rischiano di trasmettere il virus al feto o al neonato durante il parto. Si stima che ci siano ogni anno 14mila casi di herpes neonatale. 

«Oltre ai sintomi fisici, l’HSV-2 ha un impatto emotivo notevole. Le persone si preoccupano della trasmissione della malattia compromettendo la serenità delle relazioni intime», ricordano i ricercatori. Per chi contrae l’herpes, l’infezione rimane a vita. Periodi in cui i sintomi sono manifesti si alternano a periodi in cui non lo sono, durante i quali il rischio di contagiare il proprio partner sono particolarmente alti. La necessità di un vaccino deriva proprio dal fatto che l’infezione spesso non si manifesta. Chi ha contratto il virus può non accorgersi di nulla mettendo a rischio la salute delle persone con cui ha rapporti sessuali.